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Il progetto Addme per l'e-inclusion.

Lorenzo Orlandi spiega che Addme è una rete paneuropea che riunisce in una comunità di pratica, per la condivisione e progettazione di attività, enti, organizzazioni e istituzioni impegnati nell’aiutare i gruppi vittime del digital divide o socialmente svantaggiati a diventare i principali beneficiari di servizi a cui hanno diritto. Scopo del progetto, parte dell'Agenda Digitale Europea, è l'e-inclusion, mirando tra l'altro all'accrescimento dell'e-capacity.

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Il progetto CEMSDI per l'inclusive e-governance.

Nel primo intervento Anjeza Saliaj illustra il progetto CEMSDI, creato all'interno dell'Agenda Digitale Europea sul tema dell'inclusive e-governance, parola da cui si evince che il target sono i funzionari pubblici coinvolti in prima linea nella fornitura di servizi a cittadini e imprese. Obiettivo del progetto: implementare l'Agenda Digitale Locale per le piccole comunità, colmando il divario digitale, in modo da poter rendere più efficienti i servizi della PA.

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L'importanza del cittadino per il network NET-EUCEN.

Il progetto NET-EUCEN, all'interno dell'Agenda Digitale, si occupa della gestione di soggetti interessati all’egovernment e alla modellazione dei servizi per gli utenti, con focus sulle politiche di inclusione e di utilizzo di servizi on line.

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Le tematiche dell'Agenda Digitale per l’Europa.

Francesco Niglia spiega che Agenda Digitale Europea, Action Plan sull'egovernment e dichiarazione di Malmöe stabiliscono le priorità da seguire da parte della Pubblica Amministrazione ma anche dei governi, per far in modo che le tecnologie informatiche siano utili a cittadini ed imprese, con implicazioni non solo tecniche bensì anche legislative.

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Opportunità e punti di attenzione nell’implementazione del Cad e nel nuovo sviluppo del SPC

Per Francesco Tortorelli l’interoperabilità è un tema vastissimo che tocca ambiti molto ampi e differenti ed è anche per questo che il presupposto per realizzarla è quello di lavorare con un approccio sistemico sia a livello tecnico sia a livello di governance. In Europa la Digital Agenda impegna i Paesi membri per i prossimi 10 anni ad effettuare politiche coerenti con i principi in essa contenuti, compreso quello di realizzare un’infrastruttura per l’interoperabilità (programma ISE).

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L'impegno del Ministero dello Sviluppo Economico per l'Agenda Digitale

Salvatore Lombardo presenta l’impegno del Ministro dello Sviluppo Economico per l’Agenda Digitale, concentrati sul tema dell’infrastrutturazione di rete. Negli ultimi anni il digital divide si è ridotto anche grazie all’attività della società Infratel che ha permesso di collegare a banda larga oltre 3 milioni di cittadini. Le previsioni indicano una copertura del 98% del territorio nazionale entro il 2013. Per quanto riguarda la rete di nuova generazione l’obiettivo è la copertura di almeno il 50% delle utenze domestiche connessi ameno a 100 Mb/s entro il 2020.

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La Larga Banda della Pubblica Amministrazione

Alex Curti presenta la proposta per l’Agenda Digitale del Movimento Cinque Stelle inerente la banda larga. La pa per Curti non deve essere un consumatore di servizi digitali, ma un produttore, spostando le risorse econome dalla spesa corrente (canone per l’acquisizione di servizi di connettività) al conto capitale (infrastruttura di proprietà dell’amministrazione). In questo modo internet diverrebbe un bene comune. Una proposta che poggia sull’esperienza concreta della Provincia di Milano che Curti descrive nel dettaglio.

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Le risposte alle proposte per l'Agenda Digitale italiana

Renzo Turatto a conclusione dell’incontro dedicato al percorso dell’Agenda Digitale italiana, presenta lo scenario in cui si sta muovendo l’Europa. La Commissione Europea ha pensato l’Agenda Digitale come uno strumento per impostare la propria attività, proponendosi di affrontare il tema del digitale non più dal punto di vista dell’offerta (incentivo allo sviluppo dell’ICT), ma soprattutto da quello della domanda lavorando su tre macro aree: regolazione, sviluppo del mercato, pervasività.

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Un ripensamento della catena del valore

Marco Pierani interviene al convegno sul percorso dell’Agenda Digitale italiana sottolineando che se il Paese vuole abbracciate il futuro la nostra amministrazione deve dare un taglio drastico alla catena del valore esistente. Ogni riforma che ambisca a traghettare il Paese verso il futuro non può che prendere in considerazione una catena del valore diversa da quelle imperanti nel passato.

Nuove forme di comunicazione pubblica per la partecipazione

La riflessione che Carlo Infante propone sposta l’attenzione dalle difficoltà tecniche a quelle sociali. La rete ci permette di inventare cose nuove. La creatività riguarda la reinvenzione dei valori d’uso di cose che già esistono. La nuova generazione che sta crescendo esprime un’attitudine a digitale a cui va dato ascolto attraverso nuove forme di comunicazione pubblica.