Cerca: PA digitale, governance dell'innovazione

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Il riduzionismo normativo e comunicativo che blocca l’innovazione

Tre eventi sugli Open Data degli scorsi giorni, apparentemente slegati tra di loro, mi hanno fatto riflettere sui limiti e le possibilità delle politiche dell'innovazione in Italia. L'immagine che ci viene restituita è quella che conosciamo bene di un paese ricco di energie vitali, con singole eccellenze distribuite a macchia di leopardo, ma che non fa sistema, non ha una visione che lo porta a non reggere i confronti internazionali. Non possiamo continuare a considerare l'innovazione come uno slogan da usare a tempo debito, come la foglia di fico per coprire la vergogna delle nostre inefficienze.

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Chiarezza chiarezza, mi punge vaghezza di te... la travagliata vita dell'Agenzia per l'Italia digitale

Così cominciava una bella canzone politica di quando ero giovane. Mi torna in mente stamattina quando ci svegliamo, dopo l’annuncio delle dimissioni di Alessandra Poggiani da direttrice dell’AgID, senza più una guida per la già tanto travagliata strategia per l’Italia digitale, ossia per risalire il baratro nelle classifiche internazionali nel campo probabilmente più importante per l’occupazione e lo sviluppo sostenibile.

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Il Consiglio di Stato si pronuncia sulla comunicazione istituzionale via tweet: attenzione ai cinguettii inopportuni

Nell'ambito della collaborazione con il Digital&Law Department dello studio Legale Lisi presentiamo un articolo di Sarah Ungaro che tocca un tema ormai di gran moda: la comunicazione politica e i social media. Nello specifico l'articolo prende spunto dalla recente sentenza del Consiglio di stato che ha giudicato un "tweet" del Ministro Massimo Bray come "segnale" (spia) di abuso.

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La "carta della cittadinanza digitale" è in Senato

Mentre in aula si svolgono le votazioni per l'elezione del Capo dello Stato, le Commissioni parlamentari continuano a lavorare su riforme altrettanto importanti - anche se di minore interesse per i media tradizionali. E' il caso del disegno di legge delega "Madia" sulla riforma delle amministrazioni che, in base ad un emendamento del relatore, potrebbe rivelarsi un grande passo in avanti per quanto riguarda i diritti dei cittadini nel processo di digitalizzazione ed ammodernamento della PA. Il primo articolo diverrebbe di fatto una vera e propria "Carta della cittadinanza digitale".

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Digital Champion e Digital Minion

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un commento di Andrea Lisi sulla govenance e sul management dell'innovazione in Italia. Presidente di ANORC e Coordinatore del Digital&Law Department dello Studio Legale Lisi con cui FORUM PA collabora proficuamente da anni sui temi della digitalizzazione della PA, nel suo commento Lisi ci propone una riflessione sulla differenza tra comunicare la digitalizzazione e gestirla, perchè "Non possiamo più giocare a provare". La posizione di Lisi ci sembra intellettualmente onesta. Dobbiamo però, per altrettanta onestà, lasciare all'autore la responsabilità delle sue opinioni. Nel dargli spazio sul nostro sito speriamo di aprire un dibattito utile e saremo lieti di ospitare tutte le voci che vorranno intervenire scrivendo a redazione@forumpa.it, nella certezza che il dibattito aperto ed inclusivo sia il principio su cui costruire insieme il miglioramento.

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Roma, Digital Government Summit 2014

"Economia Digitale, Smart Government e Stato Innovatore": questo il sottotitolo della terza edizione del Digital Government Summit, l'evento che affronta scenari e nuove sfide aperte dalle ultime tecnologie e a cui il governo dell'economia deve cominciare a rispondere. L'evento in programma il 26 e il 27 novembre 2014 presso Roma Eventi - Fontana di Trevi promosso da FORUM PA, Associazione ASTRID  e The innovation Group.

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PA digitale: non un fine, ma un mezzo per garantire "lo sviluppo della persona umana"

Un obiettivo molto ambizioso quello dell’attuale Governo rispetto alla digitalizzazione del sistema pubblico: in due anni colmare il gap che si è accumulato negli ultimi 10 e raggiungere traguardi importanti. Le parole del Sottoregretario Rughetti lasciano intravedere un cronogramma serrato e desideroso di traguardi concreti.

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Per una amministrazione nativa digitale: come fare...a fare presto

Anche per la costruzione della “PA tutta-digitale”, tanto evocata quanto sinora inutilmente attesa, la necessità di fare presto non può mettere in secondo piano l’obbligo a fare bene. In questo illuminante articolo, pubblicato nella rassegna ASTRID, Giulio De Petra per "far presto e bene" rivolta il tavolo e propone un nuovo paradigma: provare a costruire una PA "nativa digitale" senza limitarci ad informatizzare l’esistente, neanche quando questo ci sembra immutabile legge di natura. Ce la possiamo fare? No se ci limitiamo a velocizzare gli adempimenti, a digitalizzare gli stessi fascicoli, a continuare ad affastellare norme; sì se usiamo un pensiero divergente, se usiamo meno diligenza e più immaginazione, se diamo spazio ai giovani di mente, ma anche ai giovani d’età, perché spesso, anche se non sempre, le due cose coincidono. Mi piacerebbe che su questa suggestione si aprisse non un dibattito, ma un gruppo di pensiero,  perché se l’immaginazione è spesso individuale, far sì che questa porti frutti qui e ora è sempre un lavoro collettivo.

Carlo Mochi Sismondi

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Mr. Agenda digitale: luci, ombre e crepuscoli

La notizia, data da Enrico Letta con un tweet, di aver arruolato Francesco Caio come “Mister Agenda Digitale” e insieme la nuova governance dell’Agenda digitale che riporta al diretto controllo della Presidenza del Consiglio dei Ministri tutto il processo di attuazione sono senz’altro due positive novità che non possiamo che accogliere con soddisfazione. Avevamo certamente bisogno di un coordinamento “alto” delle attività per l’Agenda e la figura e il curricolo di Caio ci lasciano ben sperare accanto a queste luci vedo però alcune ombre che rischiano di far fallire l’intera operazione.

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Cronache di un anno bisesto

Sia la fine del mondo che stiamo aspettando, come dicevano i Maya, sia più semplicemente "L'anno che verrà" come diceva Lucio Dalla certo non vediamo l'ora che questo brutto anno bisesto-anno funesto che è stato il 2012 finisca e cominci un 2013 sperabilmente un po' meglio. Difficile sottrarsi dal fare consuntivi e rendiconti: io proverò a raccontare a modo mio l'anno che finisce stilando qualche elenco, ma per evitare il "ne ultra crepidam" che i latini intimavano a calzolaio presuntuoso, rimarrò nel campo dell'innovazione della PA.

Vi propongo quindi tre elenchi. Se avete voglia di giocare con me, magari aiutatemi ad arricchirli.

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