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La definizione degli obiettivi e degli indicatori nel ciclo di gestione della performance: un processo complesso

Il ciclo delle performance si colloca all'interno di un processo decisionale articolato e complesso. Della riforma Brunetta, un aspetto di grande rilievo e importanza è quello di connettere il tema delle politiche e delle scelte degli obiettivi alla dimensione gestionale. L'innovazione parte dalla capacità di introdurre e definire gli obiettivi politici e di raccordare la pianificazione strategica e la programmazione operativa all'interno di un disegno di un ciclo complessivo in cui bisogna interpretare e definire i bisogni e stabilire gli indicatori.

L’indebolimento del ruolo della contrattazione per effetto del D.lgs.150/09

Michele Gentile sostiene che la riforma Brunetta ha reso del tutto residuale il ruolo della contrattazione ed evidenzia le contraddizioni di una riforma che presuppone i contratti collettivi nazionali senza che venga affrontata la stagione del rinnovo contrattuale. Più che di una ri-pubblicizzazione – dice Gentile – si tratta di una situazione nella quale sul rapporto di lavoro di natura “privatistica” vengono a cadere regole che impediscono la possibilità di definire in modo condiviso questioni che riguardano le condizioni del lavoro pubblico.

Il dirigente pubblico dagli anni 90 alla nuova Riforma Brunetta

In questo intervento si fa una carrellata sulle riforme amministrative dagli anni 90 ad oggi, riforme caratterizzate per lo più dalla questione dello spoil system. Prima con la stagione del “patto scellerato al ribasso fra politica e dirigenza”, le nomine erano a vita e a volte per fare il direttore generale non occorreva neanche la laurea. Era l’età in cui fallì la prima legge sulla dirigenza, una legge che proclamava la distinzione politico amministrativa ma in maniera fittizia perché in realtà così non era, i ministri davano direttive generiche e i dirigenti non le rivendicavano.

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Il rafforzamento delle responsabilità datoriali dei pubblici dirigenti

Antonio Naddeo conduce il confronto tra esperti di dottrina, dirigenti, rappresentanti politici ed esponenti sindacali sui rapporti tra legge e contrattazione dopo la riforma del pubblico impiego introdotta dal D.lgs. 150/09. La sua analisi si concentra sul ruolo della legge nell’incentivare la dirigenza a svolgere correttamente le funzioni del datore di lavoro, considerando ancora, però, la contrattazione collettiva nazionale e la contrattazione integrativa come capisaldi della gestione del rapporto di lavoro.

La contrattazione come elemento indispensabile per l’applicazione della riforma del pubblico impiego

Paolo Pirani riconosce al D.lgs. 150/09 il merito di aver introdotto il criterio della responsabilizzazione del dirigente, ma pone una serie di punti interrogativi sull’efficacia della sua attuazione. In primis invita a porre l’attenzione sulla sua perdita di valore in caso di blocco della contrattazione, poi sottolinea come l’inverarsi del processo di modernizzazione organizzativa e produttiva della PA sia condizione necessaria per un’effettiva riforma basata sulle performance.

La riforma come questione culturale: cambiare per cambiare

Già molti hanno messo in evidenza che la parte più importante della sfida relativa alla riforma della P.A. si gioca sul piano culturale.
Per orientare l’attività della P.A., non solo alla correttezza amministrativa ma anche alla performance, alla trasparenza dei risultati, alla valutazione e alla premialità è necessario che si affermi un sistema di significati nuovi che devono tradursi in conoscenze e comportamenti professionali organizzativi e individuali di grande consapevolezza e responsabilità.

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La valutazione delle performance come leva per il miglioramento dei servizi pubblici

Negli ultimi anni la pubblica amministrazione, e gli enti locali in particolare, sono stati chiamati a migliorare la qualità dei servizi erogati, in presenza di risorse sempre più limitate. Richieste di efficienza, efficacia e qualità sono state accompagnate da riforme volte a favorire una maggiore trasparenza verso i cittadini e una crescente valutazione delle performance a livello sia organizzativo che individuale.

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Intervento al convegno "Il miglioramento delle performance e la valorizzazione del merito: le iniziative degli enti locali per l'applicazione della riforma"

Fortunato Lambiase solleva riflessioni sul decreto legislativo 7 ottobre 2009, n. 150, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.

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La rilevazione degli indicatori ed i primi risultati della sperimentazione

Maurilio Segalini, coordinatore del gruppo tecnico di lavoro in supporto alla Commissione ANCI dedicata all'implementazione e alla sperimentazione dei nuovi modelli di valutazione delle performance e alla definizione di un sistema di ranking, presenta i primi risultati dei Comuni che hanno aderito al progetto.
Le aree a sperimentazione sono servizi sociali, asili nido, ambiente e raccolta differenziata, viabilità e traffico e trasporti pubblici. Rappresentano le cinque aree di grande interesse sulla popolazione e di grande interesse nel piano programmatico di un'amministrazione.

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L'impatto della riforma della P.A. nella società italiana

In questo intervento viene analizzato il processo di riforma in corso da almeno un ventennio che ha comportato la produzione di norme e che ha avuto come vettori diversi elementi: regolamenti, programmi di policy, programmi di investimento, pratiche, modelli culturali che si sono venuti a creare. È opportuno che in questa riflessione si tenga conto che la riforma è in corso e che i suoi esiti sono interessanti ma critici, bisogna menzionare anche che il processo dell’amministrazione pubblica in Italia ha innescato un rapporto nuovo con i cittadini.

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