Cerca: Intervento, Merito, innovazione ed efficienza, Efficienza

Risultati 51 - 60 di 162

Risultati

Focalizzazione delle funzioni e reversibilità della spesa pubblica per la competitività

Partendo dall’esperienza della sua Regione, Andrea Garlatti propone di concentrarsi sulle condizioni operative abilitanti l’applicazione dei principi della riforma Brunetta, con l’obbiettivo di una maggiore competitività dell’intero Sistema Paese. Per evitare l’acuirsi della conflittualità, che porterebbe ad una mera applicazione formale dei principi di merito e selettività, Garlatti sottolinea l’importanza dei momenti di condivisione e composizione degli interessi dei diversi attori del pubblico impiego.

La contrattazione come elemento indispensabile per l’applicazione della riforma del pubblico impiego

Paolo Pirani riconosce al D.lgs. 150/09 il merito di aver introdotto il criterio della responsabilizzazione del dirigente, ma pone una serie di punti interrogativi sull’efficacia della sua attuazione. In primis invita a porre l’attenzione sulla sua perdita di valore in caso di blocco della contrattazione, poi sottolinea come l’inverarsi del processo di modernizzazione organizzativa e produttiva della PA sia condizione necessaria per un’effettiva riforma basata sulle performance.

L’indebolimento del ruolo della contrattazione per effetto del D.lgs.150/09

Michele Gentile sostiene che la riforma Brunetta ha reso del tutto residuale il ruolo della contrattazione ed evidenzia le contraddizioni di una riforma che presuppone i contratti collettivi nazionali senza che venga affrontata la stagione del rinnovo contrattuale. Più che di una ri-pubblicizzazione – dice Gentile – si tratta di una situazione nella quale sul rapporto di lavoro di natura “privatistica” vengono a cadere regole che impediscono la possibilità di definire in modo condiviso questioni che riguardano le condizioni del lavoro pubblico.

Il dirigente pubblico dagli anni 90 alla nuova Riforma Brunetta

In questo intervento si fa una carrellata sulle riforme amministrative dagli anni 90 ad oggi, riforme caratterizzate per lo più dalla questione dello spoil system. Prima con la stagione del “patto scellerato al ribasso fra politica e dirigenza”, le nomine erano a vita e a volte per fare il direttore generale non occorreva neanche la laurea. Era l’età in cui fallì la prima legge sulla dirigenza, una legge che proclamava la distinzione politico amministrativa ma in maniera fittizia perché in realtà così non era, i ministri davano direttive generiche e i dirigenti non le rivendicavano.

Leggi tutto

Il rafforzamento delle responsabilità datoriali dei pubblici dirigenti

Antonio Naddeo conduce il confronto tra esperti di dottrina, dirigenti, rappresentanti politici ed esponenti sindacali sui rapporti tra legge e contrattazione dopo la riforma del pubblico impiego introdotta dal D.lgs. 150/09. La sua analisi si concentra sul ruolo della legge nell’incentivare la dirigenza a svolgere correttamente le funzioni del datore di lavoro, considerando ancora, però, la contrattazione collettiva nazionale e la contrattazione integrativa come capisaldi della gestione del rapporto di lavoro.

Prevenzione del contenzioso: Gestione associata interprovinciale di funzioni- Disciplina relazioni sindacali, servizio ispettivo – 50 Comuni associati

Il Comune di Cesena è il capofila del progetto che ha portato alla creazione di un ufficio associato con il compito di prevenire e gestire i contenziosi di lavoro. Sviluppato da una proposta lanciata dall'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, recepita e patrocinata da Anci Emilia Romagna, il nuovo ufficio è diventato operativo all'inizio del 2010 e offre già il proprio servizio a circa 50 enti locali del territorio compreso in sei delle nove province dell'Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini.

Leggi tutto

intervento al convegno "Il ruolo del CNEL nella valutazione dei servizi a imprese e cittadini"

Stefano Sepe fa un'esposizione tecnica e descrittiva del percorso realizzato dal Comitato per la valutazione della qualità dei servizi offerti dalle P.A. alle imprese e ai cittadini.

Leggi tutto

Intervento al convegno "Il ruolo del CNEL nella valutazione dei servizi a imprese e cittadini"

Vincenzo Gervasio parla del ruolo del CNEL nella valutazione del rapporto tra amministrazioni e cittadini.

La fase di valutazione non è fine a se stessa ma è propositiva poichè la qualità richiede che si persegua il miglioramento continuo. IL CNEL fa proprio questo, valuta determinate situazioni, individua eventuali criticità e fornisce proposte.

Intervento al convegno "Il ruolo del CNEL nella valutazione dei servizi a imprese e cittadini"

Renato Plaja parte dalla considerazione condivisa che una P.A. organizzata, efficiente e produttiva costituisce una delle condizioni principali per la crescita produttiva ed economica del Paese. Dunque si spera che la L.15 e il Decreto Legislativo 250 possano essere gli strumenti legislativi volti al ragiungimento degli attesi obbiettivi.

Plaja illusra poi il compito del comitato nato in seno al CNEL per la valutazione dei livelli e della qualità dei servizi erogati dalle amministrazion centrali e locali a imprese e cittadini.

Leggi tutto

Intervento al convegno "Il ruolo del CNEL nella valutazione dei servizi a imprese e cittadini":l'innovazione organizzativa e tecnologica ella P.A.

Paola Manacorda illustra cosa ha fatto e cosa intende fare il CNEL nella valutazione di un aspetto particolare che riguarda il rapporto tra P.A., imprese e cittadini: come l'innovazione organizzativa e tecnologica della P.A. si interfaccia con le esigenze di imprese e cittadini.

Dal 2006 il CNEL ha svolto un percorso di osservazione e creazione di proposte e sono stati individuati alcuni elementi essenziali ma anche i problemi da affrontare:

Leggi tutto