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Parma 2.0, la città sensibile.

L’Assessore Marini sottolinea l’esigenza della politica di riprendere pienamente il proprio ruolo, perché una città non è smart quando ha tanta nuova tecnologia, ma lo è quando chi la governa e chi ci vive è smart. Compito degli amministratori dei Comuni è quello di fare mediazione cercando un terreno comune di incontro tra le potenzialità, sempre meno esprimibili tramite le risorse che arrivano dal centro, e le necessità dei cittadini.

Perugia, arte, cultura e formazione: analisi della vocazione per una città più intelligente.

Wladimiro Boccali individua nella scelta identitaria – che per Perugia è quella di città della cultura e dell’alta formazione – il fulcro delle azioni di una città che si vuole smarter. Dopo aver passato in rassegna alcuni degli interventi (molti in partnership pubblico/privato) realizzati nella sua città, Boccali affronta il tasto dolente delle risorse: con la riduzione dei trasferimenti e la limitazione dell’autonomia finanziaria sarà sempre più difficile per i Comuni intraprendere complessi percorsi di rinnovamento.

Comuni: le condizioni abilitanti per poter essere smarter.

Dopo aver illustrato le scelte del Comune di Prato, le cui peculiarità industriali più che altrove richiedono interventi urgenti per reagire alle conseguenze della crisi economica, l’Assessore Bernocchi approfondisce alcuni elementi di contesto che ostacolano il percorso delle città italiane. Per affrontare al meglio le sfide poste dal contemporaneo - dice Bernocchi - le città italiane necessitano di un quadro di relazioni istituzionali e di un quadro normativo più chiari e che riportino il centro decisionale all’interno dei Municipi.

One dream, One city. Il Comune di Milano per le giovani eccellenze

Ornella De Carli presenta il progetto One dream, One city del Comune di Milano. “L’obiettivo – spiega – è promuovere le  giovani eccellenze che arrivano a Milano insieme a quelle che abbiamo già sul territorio, offrendo loro il massimo in termini di percorso formativo insiem all’esperienza delle nostre eccellenze, dalla moda alla cultura alla gastronomia al design” . Grandissima l’adesione al progetto da parte del tessuto imprenditoriale, economico ed accademico della città.

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Gestire e misurare il talento. Un approccio imprenditoriale

Il punto centrale nella riflessione di Gabriele Valli è la gestione del talento. “ In questo – spiega - è fondamentale il ruolo delle imprese”.” E’ importante – continua - promuovere la misurabilità del talento, in un'ottica di responsabilità imprenditoriale”. Ricordando  la sua esperienza di” giovane talento”, presenta l’associazione Informale, di cui è co-fondatore,  impegnata nella costruzione di comunità omogenee di giovani imprenditori creativi .

Le città come attrattori di talenti. Questione di politica e di risorse umane

In tema di attrattività e sviluppo di talenti in Italia, sono due le linee di riflessione seguite da Luca Bolognini. Da un lato la questione politica, dall’altro quella umana. Se sulla prima il bilancio è disastroso, perché – spiega – le istanze e le prospettive dei portatori di interesse under35 non trovano spazio, sulla seconda vanno precisate le “caratteristiche” del talento. “I talenti autodefiniti non servono, ma è il contesto che deve riconoscerli come tali. La sfida per i territori è aiutare talenti a nascere, coltivarli e coltivarli nel momento in cui ci sono.”

I territori come attrattori di talenti. Il punto di vista di un politico

Tra ansia da bilancio e autocritica, Nicola Zingaretti porta il punto di vista di un politico locale in tema di innovazione e attrattività nei territori italiani. “Questi temi – ammette – dovrebbero entrare nell’agenda politica tanto più in momenti di crisi come l’attuale.

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Le città come attrattori di talenti: nuovi modelli di sviluppo urbano. Il contesto italiano

Assenza di  grandi città, 15 aree metropolitane, diversissime tra loro per popolazione e servizi, che complessivamente producono il 21% del PIL, 7000 comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti.  “Un modello di sviluppo basato su attrazione di capitale umano nel nostro Paese – spiega Walter Tortorella -  deve tener conto di questo contesto come del fatto che l’Italia produce ricchezza in tantissimi luoghi. Di conseguenza l’attrattività dei talenti  potrà risultare dalla somma di tante possibilità  che i nostri centri abitati hanno”.

Apertura sociale e sviluppo dell’innovazione: le direttrici di crescita dei sistemi territoriali.

Lo scopo del lavoro di Irene Tinagli è quello di individuare delle politiche che coniughino lo sviluppo economico con l’incremento del benessere sociale. Il lungo lavoro di ricerca sul campo, partito dalla condivisione del framework teorico delle 3T di Richard Florida (Talento, Tecnologia e Tolleranza), porta la Tinagli a soffermarsi su quali siano le caratteristiche che permettono ai territori di svilupparsi grazie alla capacità di attrarre talenti e skill di alto livello. 

Giovani amministratori e talenti

La classe dei giovani amministratori  - secondo Giacomo D’Arrigo – gioca un ruolo fondamentale nell’accrescere la capacità delle comunità di attrarre talenti. “Oltre ad essere essi stessi portatori di  conoscenze e creatività  - spiega – rappresentano un importante punto di contatto con una serie di target  interessanti che la politica non riesce ad intercettare”.