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Le reti dello sviluppo come attori per la competitività internazionale. Il caso lombardo

I temi discussi nell’intervento di Federico Rappelli riguardano lo sviluppo locale, non tanto dal punto di vista di chi fa governo o governance, ma dal punto di vista di chi ha una posizione intermedia tra la struttura che governa il territorio e le realtà che dovrebbero fornire conoscenza per il governo, in questo caso l’università e il sistema di ricerca in Lombardia. Il relatore presenta un esempio di come la Regione Lombardia interpreta il suo ruolo di governance rispetto ai poli formativi, specificandone le caratteristiche del modello, gli obiettivi e le criticità.

Infrastrutture sulla conoscenza: le relazioni tra poli formativi e reti di partenariato

Alla Regione Lazio è affidato il coordinamento degli Assessori regionali all’Istruzione e alla Formazione e questo compito viene affrontato nell’ottica dello sviluppo di una governance che valorizzi ciò che si è attivato a livello locale in questo campo avendo però a cuore lo sviluppo di un sistema educativo unitario. L’Assessore Costa illustra a questo proposito l’esperienza laziale dei Poli di Alta Formazione Tecnica Superiore realizzati con un’ampia partnership e una grande discussione con i territori.

Come si sviluppa il progetto “Vicini alle imprese"

Gigliola Mariani illustra i passaggi che hanno portato alla strutturazione del progetto “Vicini alle imprese” presso la Provincia di Milano. Iniziato con una survey sui temi della responsabilità sociale di impresa rivolta alle imprese iscritte all’Albo dei fornitori on line, il progetto ha risposto a una più articolata esigenza di formazione emersa dalle stesse imprese. Fondamentale si è rivelata la collaborazione con la Camera di Commercio di Milano, il sindacato e le associazioni sul territorio. Ad oggi aderiscono 60 imprese.

Come gestire idee e creatività per fare innovazione

L’innovazione è una ‘battaglia da vincere’ per molte società che vogliono crescere, ma solo poche mettono in essere le fondamenta e i processi di prim’ordine che conducono alla vittoria. Getz offre un’approfondita analisi delle principali società innovatrici che ha avuto modo di osservare direttamente in 16 Paesi e 4 continenti e rivela ai partecipanti i principi ‘nascosti’ che consentiranno di costruire il proprio innovativo sistema di prim’ordine.Leggi tutto

Pensiero Laterale: i concetti, le tecniche, l’applicazione

In una società dell’informazione, qual è quella in cui viviamo, la creatività è fondamentale. La creatività non è solo un talento naturale ma un’abilità che si può apprendere. Il cervello consente alle informazioni in arrivo di formare schemi. Tutti i sistemi così schematizzati sono asimmetrici. Il Pensiero Laterale ci consente di contraddire questi schemi invece di seguirli passivamente. Le tecniche formali del pensiero laterale possono essere apprese così come si impara la matematica. Gli strumenti possono inoltre essere usati in maniera formale e deliberata.Leggi tutto

Una Pubblica Amministrazione proiettata all'esterno e una dirigenza che guarda alla responsabilità

Secondo Vittorio Campione compatibilità economica e sostenibilità sono gli unici fattori di crescita per un Paese attraverso i quali si può giudicare una buona PA; in realtà gli elementi da analizzare per verificare lo sviluppo di un Paese sono molteplici. La Pubblica Amministrazione deve tendere a trovare un equilibrio tra le risorse disponibili e i bisogni concreti. Leggi tutto

Dirigenza pubblica: uno sguardo verso l'esterno

Secondo Leonardo Michele Lo Tufo una classe dirigente adeguata oltre a guardare alle esigenze del cittadino deve acquisire quegli strumenti che le permettano di conoscere il territorio e pensare allo sviluppo dello stesso. È auspicabile che la dirigenza della Pubblica Amministrazione si proietti verso l’esterno intrecciandosi con il privato. Si rende necessario inoltre rivedere i sistemi di accesso alle cariche nella PA puntando su una maggiore flessibilità ma con garanzie di qualità e procedere con un sistema di valutazione serio dei dirigenti.

Classe dirigente vs categorie di dirigenti

Secondo Vincenzo Schioppa l’Italia, dal secondo dopo guerra, non ha voluto creare una vera e propria classe dirigente adeguata capace di incarnare i valori di un Paese. In realtà si è dato vita a delle semplici categorie di dirigenti. È necessario creare un’osmosi tra pubblico e privato affinché ci sia uno scambio maggiore di conoscenze ed esperienze. Una classe dirigente si crea attraverso un percorso condiviso, una scuola dell’alta dirigenza che sia voluta dallo Stato e dal mondo imprenditoriale e che insegni realmente il lavoro.

Presentazione X Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione

Massimo De Cristofaro presenta il X Rapporto sulla Formazione Pubblica. Il Rapporto mostra i dati sulla formazione dal 2000 al 2006 attraverso una banca dati on line che raccoglie le informazioni attraverso un software ideato e sviluppato dalla SSPA. In particolare, dal Rapporto si evince una tendenza, soprattutto nel 2006, a ridurre e a contenere i costi legati alla formazione invertendo così un trend che aveva conosciuto momenti positivi dal 2000 al 2002, anni nei quali ci furono molti investimenti in formazione.

La formazione delle competenze: l'esperienza del Ministero dell'Interno

Carmine Valente, dopo una breve parentesi di presentazione sulla Scuola Superiore, introduce la sua visione di formazione rivolta principalmente alle competenze reali di un individuo e alla sua capacità di svolgere attività pubbliche. A seguito di una serie di riforme nella Pubblica Amministrazione, il funzionario avverte la necessità di andare oltre e di trasformarsi in un vero e proprio manager, figura per la quale sono stati sperimentati percorsi formativi personalizzati. Leggi tutto