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Processi di consultazione e partecipazione: un quadro generale

L’analisi sulle motivazioni che hanno portato, in più parti del mondo, ad avviare pratiche di consultazione parte da una constatazione condivisa da molti: la crisi della democrazia rappresentativa e il conseguente tentativo di rivitalizzarla, introducendo forme di democrazia deliberativa. Marilena Macaluso analizza questo ed altri elementi, come la sindrome NIMBY che blocca le grandi opere, e presenta modalità di consultazione diverse ma con un comune obiettivo: rilegittimare i processi decisionali, coinvolgendo i soggetti interessati, e, quindi, ricomporre il conflitto.Leggi tutto

Infrastrutture e cittadini: un rapporto da reinventare

Esiste un disagio diffuso in tutto il mondo, nel rapporto fra i cittadini e la realizzazione di nuove infrastrutture. Questa tensione sottesa, e, tuttavia, continuamente percepibile, trova in Italia un territorio particolarmente fertile, che rischia di paralizzarne lo sviluppo infrastrutturale e socio economico. Lo scenario è complesso e non si può prescindere dai molteplici aspetti che lo caratterizzano.Leggi tutto

Come recuperare la fiducia delle comunità locali attraverso la qualità di progettazione delle infrastrutture

Mario Virano parla della costruzione della Torino Lione e dei contrasti sorti con le comunità locali in Val di Susa, come di un fenomeno non occasionale, né legato ad uno specifico territorio o gruppo sociale. Tale vicenda può considerarsi a tutti gli effetti un pezzo della modernità, poiché raccoglie in sé problemi locali e globali. La nostra inadeguatezza rispetto a tali fenomeni deriva da una ritardo culturale, normativo e amministrativo nel gestire dinamiche “glocal”.Leggi tutto

Introduzione, Presentazione Manifesto Pimby "Partecipare per Decidere"

È possibile raggiungere decisioni strategiche legittimate in materia di infrastrutture? E come si colloca la possibilità effettiva di costruire infrastrutture con il coinvolgimento dei cittadini e il rispetto dell’ambiente? La mission dell’associazione PIMBY è proprio quella di promuovere questo dialogo. Tema ricorrente è quello del superamento della cosiddetta “Sindrome NIMBY” e l’affermazione di una cultura diversa, positiva rispetto a quelle infrastrutture di cui l’Italia oggi ha bisogno.

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Un processo decisionale efficace e democratico per le realizzazioni infrastrutturali

Per coniugare la necessità di colmare il gap infrastrutturale italiano con la giusta richiesta di partecipazione al processo decisionale di tutti i livelli istituzionali e dei cittadini dei territori interessati Astrid ha elaborato da tempo la proposta di una semplice procedura innovativa. Bassanini ne illustra i due aspetti, che ruotano sulla fase di decisione strategica e su quella di localizzazione, e la aggiorna esprimendo la necessità di una legge sul dibattito pubblico.

Un processo virtuoso per la realizzazione delle infrastrutture

Partendo dall’analisi della questione della Val di Susa Mauro Moretti nel suo intervento spiega come il problema delle infrastrutture non sia tecnico ma politico. La sua possibile risoluzione viene – per l’AD di Ferrovie –dalla realizzazione di una pianificazione territoriale d’area vasta all’interno della quale inserire la localizzazione delle singole infrastrutture. In quest’ottica Moretti sprona anche la stampa affinché dia qualche informazione di servizio positiva su ciò che si è realizzato invece di inseguire sterilmente le polemiche su ciò che non si riesce a fare.

Le condizioni di sviluppo di una moderna rete infrastrutturale

Giovanni Castellucci individua la questione delle resistenze sul territorio come prima causa dei ritardi nella realizzazione delle infrastrutture in Italia. A suo avviso la Pubblica Amministrazione deve evitare quelle procedure che danno un eccesso di potere a chi tutela gli interessi forti locali a scapito di quelli della collettività. In attesa dell’approvazione della Convenzione proposta da Autostrade al Governo il gruppo sta elaborando un piano per costruire la quarta corsia su un terzo della rete autostradale italiana entro il 2018.

Opere pubbliche tra Nimby e Pimby

L'esperienza francese mostra che è possibile (e vantaggioso) fare il contrario di quello che si è fatto finora in Italia: aprire un dibattito pubblico precoce sui progetti delle opere pubbliche.

Il ruolo centrale delle analisi delle aspettative del territorio

Le aziende, capita l’importanza del rapporto con gli stakeholders, l’informazione e le relazioni con il pubblico, dovrebbero fare autocritica e cominciare a capire le esigenze del territorio preventivamente alla definizione del progetto, suggerisce Comin. Per quanto riguarda il NIMBY, una volta analizzati i fattori che lo provocano, le soluzioni devono tener presente e non offuscare le voci del dissenso, e riportare il tutto anche ad una più ampia condivisione.

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Contrastare l’incapacità di assumere decisioni impopolari costruendo un processo partecipativo

La neonata associazione Pimby tra i suoi obiettivi primari propone fondamentalmente un cambiamento culturale. Una delle prime riflessioni è incentrata sulle infrastrutture e sull’importanza del coinvolgimento di tutti nei processi decisionali. Pimby si vuole contrapporre alla Sindrome Nimby, e di questo fenomeno socio-culturale si analizzano cause ed effetti. L’associazione interviene su due livelli: la rivisitazione delle procedure a livello nazionale (Manifesto Pimby) e la promozione delle buone pratiche a livello locale, per cui è stato istituito il Premio Annuale Pimby.Leggi tutto