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Il sistema degli indennizzi e dei ricorsi

Nicola Lettieri ha passato sei anni alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo occupandosi dei riscorsi contro l’Italia di cittadini italiani che chiedevano indennizzi per l’eccessiva durata dei processi, ora in Corte di Cassazione si occupa dei ricorsi ex legge Pinto. Nel suo articolato intervento, Lettieri analizza il problema nelle sue varie sfaccettature indicando anche gli interessi che si coagulano intorno a processi che durano a lungo e che alla fine prevedono per questo un indennizzo.

Le cause della durata non ragionevole dei processi penali

I risultati delle indagini fattuali sulle cause della patologica lunghezza dei processi penali mostrano come essa non sia da addebitare a questioni legislative, ma a fattori empirici, organizzativi e culturali. I rimedi – dice Iuzzolino - non dovrebbero quindi essere legislativi, ma organizzativi.

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Alle radici dell’accumulo del contenzioso civile

Anche per il processo penale, conferma Costantino, il problema non è legislativo, ma si basa su una contraddizione tra la realtà normativa e la realtà applicativa. Nella pratica, le cause sono tante: i luoghi dove è più frequente l’arretrato sono ad esempio quelli dove è maggiore il turn over dei magistrati. A volte anzi le energie dedicate alla comprensione dei testi normativi di fatto risultano sottratte alla effettiva gestione della giustizia.

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Proposte legislative per lo sveltimento dei processi

De Augustinis afferma  che la lunghezza dei processi civili è il problema principale del nostro Paese in quanto ogni nuova riforma genera necessariamente dei contenziosi, che se bloccati ne rendono impossibile l’applicazione. Due riforme sono – a parere del DAGL – le più urgenti ed essenziali: la riforma della legge Pinto e la predisposizione di strumenti per la riduzione delle cause previdenziali. Non in ultimo va affrontata la questione della semplificazione delle modalità di accesso alla giustizia attraverso lo sviluppo di sistemi e mezzi più omogenei.

Un approccio integrato al problema della durata dei processi

Il Dipartimento degli Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri è l’organo deputato a curare il contenzioso con la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo riguardo all’eccessiva durata dei processi. Il Capo Dipartimento Zucchelli introduce i lavori sottolineando come alla patologia del fenomeno contribuiscano molte concause: da questioni organizzative ad altre strettamente giuridico/istituzionali. Di certo è da escludere, afferma Zucchelli, che una delle cause sia la scarsa produttività del corpo giudicante nella magistratura penale e civile.

Digitalizzazione, prescrizione e criteri di gestione dei processi

I ritardi di gestione del processo civile, dice Caliendo, sono una delle fonti di legittimazione dei contropoteri criminali e per questo bisogna intervenire urgentemente nel sistema. Non è sufficiente farlo solo con delle norme, ma con dei criteri di semplice gestione organizzativa, come quello di avere a inizio anno un programma di quanti e quali processi chiudere. L’implementazione del processo di digitalizzazione e un serio intervento sui termini di prescrizione sono gli strumenti principali per questa battaglia.

Innovare la Giustizia: un modello tra visione e realtà

Per Stefano Zan l’ammodernamento della Giustizia passa per la creazione di tensione all’interno della struttura, ovvero mettendo in movimento la volontà di cambiamento. Propone una applicazione del modello di Normann nella sua stretta relazione tra strategia e struttura, invitando a portare avanti un’attività di pianificazione orientata alla visione e al dato concreto nello stesso tempo. Nella giustizia, la visione è rappresentata dalla digitalizzazione completa, il dato concreto dai progetti già esistenti.

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Le politiche di modernizzazione per una pubblica amministrazione di qualità

Nel suo intervento Pia Marconi tocca 3 punti fondamentali: tendenze internazionali in materia di modernizzazione della PA, processi di modernizzazione dal basso e politiche adottate dal Dipartimento della Funzione Pubblica, opportunità per il sistema giudiziario. In particolare riconosce al Dipartimento della Funzione Pubblica la funzione di accompagnamento della pubblica amministrazione verso politiche di qualità in un’ottica di modernizzazione dal basso, a partire dai principi europei.

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Il piano nazionale di supporto al cambiamento e all'innovazione dei servizi della Giustizia

Per Claudio Castelli è da sfatare l’illusione che si possa riformare la giustizia attraverso la riforma degli ordinamenti professionali o attraverso le sole norme o ancora aumentando semplicemente le risorse. Nell’analisi di Castelli al centro vanno messi i progetti e gli obiettivi, ovvero: riduzione del tempo dei processi, qualità del servizio, qualità delle decisioni, trasparenza dei processi, vicinanza ai cittadini, riduzione dei costi finanziari e sociali.

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Il progetto di sviluppo organizzativo della Procura della Repubblica di Bolzano

Cuno Tarfusser presenta il processo riorganizzazione realizzato presso la Procura di Bolzano. Illustra come, partendo da un quadro iniziale di “giustizia disorganizzata”, si sia proceduto ad una analisi dei processi lavorativi in un’ottica di efficacia, efficienza e corretto rapporto con il cittadino/cliente.

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