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Innovazione nel Bilancio dello Stato

La proposta per l’Agenda Digitale di Carlo Alberto Carnevale Maffè è l’introduzione nel documento economico programmatico di una sezione dedicata all’innovazione ed offra un quadro stabile agli investimenti privati complementari. In questo modo si darebbe copro alle molte iniziative scollegate (seppur meritevoli) messe in atti di vari ministeri. Elemento portante di questa proposta è lo switch off dei servizi pubblici, con l’obbligo di giustificare l’erogazione di un eventuale servizio analogico.

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Il sistema INA SAIA e la diffusione dei protocolli sperimentali

"Annapaola Porzio presenta il sistema INA SAIA, attivo dal 2000, per la raccolta dati in sede ministeriale e la successiva distribuzione alle amministrazioni territoriali aventi diritto. La base del sistema – rileva – è comunale, mentre un ruolo fondamentale di raccordo è da riconoscere alle Regioni. Per questo le iniziative e i protocolli sperimentali vanno diffusi e sostenuti. "

I Comuni e il progetto SAIA

Valentino Di Toma traccia una sintetica cronistoria del progetto SAIA. Al centro del progetto e della sua piena funzionalità sono i Comuni mentre particolarmente delicata rimane la questione dell’aggiornamento dei dati per i piccoli Comuni. Da un lato – sottolinea - è fondamentale percepire il valore che i Comuni mettono a disposizioni di enti centrali e intermedi, dall’altro è necessario che Regioni e Province attivino forme di collaborazione proprio a sostegno dei Comuni.

Come promuovere l'innovazione può promuovere l'Open Source. L'esperienza sarda

Michele Marchesi presenta le iniziative della Regione Sardegna a sostegno dell’OSS, inserendole nel contesto delle politiche regionali per l’innovazione. Tra i risultati più significativi la nascita di FlossLab, la prima spin off approvata e il più ampio progetto MEFAD per la valutazione e la sostenibilità dei prodotti OS.

Open source all'Istat

Carlo Vaccari presenta l’esperienza dell’ISTAT: una amministrazione centrale che usa software libero. Tracciando i passaggi fondamentali del lavoro svolto dall’ISTAT in collaborazione con enti e soggetti europei, chiarisce i punti su cui lavorare per rendere l’adozione di strategie OS più facile e conveniente per le pubbliche amministrazioni.

Nuove economie del software e Piano eGovernment 2012

La tesi di Franco Roman parte dalla convinzione che un modo possibile d'intervenire sui costi ICT per la PA è fare leva sui nuovi modelli di economia del software fondati sull'open source. Perché ciò si realizzi è necessario definire a monte una politica per l’OSS appropriata. Gli auspici e le richieste dall’esperienza Sun.

Open Source: avere o fare?

Partendo dall’esperienza dell’amministrazione comunale per cui ha lavorato come consulente per la CIE, Bud Bruegger traccia uno snello decalogo delle attitudini da seguire e dei passi da compiere per l’adozione dell’OS. Si parte dal modo di “fare”, in cui risiede la vera chiave dell’innovazione open. Il punto centrale è interfacciarsi con le comunità esistenti.

Open source in Italia: perché non decolla?

Marco Gentili parte da una disamina dei problemi dell’ ICT in Italia, collegandoli alle criticità dello specifico settore OS. Soffermandosi in particolare sulle criticità incontrate dal settore pubblico nell’adozione di soluzioni open, traccia una strategia correttiva che parte da una efficace politica industriale per arrivare ad una piena trasparenza e condivisione di conoscenza e sviluppo in ambito OS. La parola chiave è concretezza.

Cooperazione interistituzionale per la circolarità del dato

All’indomani della firma del decreto per il finanziamento dei progetti di riuso da parte delministro Brunetta, Elettra Cappadozzi analizza lo stato dell’arte, chiedendosi: faremo il salto necessario per coinvolgere tutta la PA nazionale? L’anello debole – continua – restano i Comuni, caratterizzati da estrema frammentazione, a fronte di una ancora insufficiente collaborazione in termini di infrastrutture, gestione e interscambio dei dati. Le Regioni avranno, in questo contesto, un ruolo fondamentale

Regioni e enti locali per "un'utenza senza confini"

Come intervengono le Regioni in materia di cooperazione e interoperabilità con gli enti locali e centrali? A partire dall’esperienza ICAR e dalla metodologia di lavoro che esso ha introdotto nella PA, Lucia Pasetti propone di individuare in ogni settore uno o più sistemi regionali già operativi e rispondenti ai risultati attesi, di fissare su ciascun settore azioni e scadenze e di coinvolgere cittadini e imprese nei territori.Leggi tutto