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Il progetto futuro@lfemminile.

Roberta Cocco illustra futuro@lfemminile, il progetto di responsabilità sociale con cui l'azienda Microsoft da anni è attiva in Italia sulle tematiche femminili, promuovendo la diffusione della tecnologia. Un'iniziativa di successo tutta italiana , che funge da esempio anche all'estero.

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I Comitati Unici di Garanzia (CUG): on line gli atti del convegno

Vi proponiamo gli atti del convegno:

I Comitati Unici di Garanzia (CUG):
un nuovo strumento a sostegno delle pari opportunità, del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni
Martedì, 10 maggio 2011

 

Chairperson:
Laura Menicucci (Direttore coordinamento e relazioni istituzionali - Dipartimento per la Funzione Pubblica) - l'intervento audio

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Riforma Brunetta e pari opportunità: l'espienza della Regione Lazio

Isabella Rauti presenta il percorso fatto della Regione Lazio per recepire la Riforma Brunetta. In particolare la legge regionale dello scorso febbraio proprio a seguito dell’intervento di Isabella Rauti riporta un emendamento sulle pari opportunità.

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P.C.M. - DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITA'

Il Dipartimento per le Pari Opportunità è la struttura di supporto al Presidente del Consiglio dei Ministri, la cui delega è stata attribuita al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, preposta alla promozione ed al coordinamento delle politiche dei diritti della persona, delle pari opportunità e della parità di trattamento e delle azioni di governo volte a prevenire e rimuovere ogni forma e causa di discriminazione.
Il Dipartimento, in particolare, provvede:

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Conciliazione tra famiglia e lavoro: siglato un avviso comune

E’ stato siglato il 7 marzo 2011 al Ministero del lavoro, da tutte le parti sociali, un avviso comune sulle misure a sostegno delle politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro, con l’obiettivo primario di sostenere la crescita dell’occupazione femminile.

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Quote rosa: dialogo tra un'impegnata e un "non so"…

Cronaca di un dialogo nel mio ufficio.

[Impegnata:] Grande vittoria: il Senato finalmente ha approvato le quote di genere nei consigli di amministrazione. Dal 2015 le aziende quotate e quelle pubbliche devono avere il 25% di donne nei CdA. L’Italia si allinea alle principali Paesi europei.
[Non so:] Non so perché, ma quella delle “quote rosa” è una notizia che non mi appassiona. Quando viene sancito per legge quel che dovrebbe essere frutto di convincimento e di sensibilità, sento un prurito …quasi una specie di allergia.[continua...]

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Direttiva Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione e Ministro per le Pari Opportunità

Il Ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta e il Ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna hanno firmato, il 4 marzo u.s.,  la direttiva che detta le Linee guida sulle modalità di funzionamento dei "Comitati unici di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni" (CUG).

Per saperne di più: il TESTO DELLA DIRETTIVA

Sant'Agata Bolognese: sindaco e assessori, un'intera giunta al femminile

A Sant’Agata Bolognese a guidare il paese sono le donne. Lo staff del sindaco Daniela Occhiali - insegnante in aspettativa, tre figli, al secondo mandato eletta in un lista di centrosinistra e un'avversione dichiarata, dice, "verso le quote rosa" - è tutta rosa e, soprattutto, giovane: nessuno degli assessori supera i quarant’anni.

Per approfondire: l'articolo su Repubblica.it

Le donne la rappresentanza: la Scuola Superiore Sant'Anna promuove un seminario a partire dallo studio di Cittalia

Le donne e la rappresentanza

Giovedì, 3 marzo 2011
Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
ore 16,30 - Aula 3

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I nidi aziendali nella PA, un’incompiuta bloccata… sul nascere

In tempi di crisi i soldi mancano sempre, eppure anche quando le risorse ci sono... non vengono sfruttate.
E' il caso del progetto per gli asili aziendali nelle pubbliche amministrazioni che nonostante uno stanziamento di 18 milioni (quasi un anno e mezzo fa) ha portato solo il 4% delle amministrazioni pubbliche a dotarsi di un nido aziendale. Solo il 10% dei possibili beneficiari dall’iniziativa sta progettando o ha mostrato interesse per aprire un nuovo asilo. I bambini che usufruiscono delle strutture sono circa 3500, in luogo degli 80mila previsti entro dieci anni dall’avvio del progetto, a fronte di un numero di figli di dipendenti pubblici interessati alla fascia in questione che supera le 100mila unità. Un ritardo francamente incomprensibile.

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