Intervista

L'innovazione comincia dalle persone

Abbiamo fatto una chiacchierata con Luca Attias, dirigente dei sistemi informativi della Corte dei Conti, per conoscere un pò più da vicino il vincitore del premio innovatori del FORUM PA 2008 per la categoria "tecnologie". Quello che abbiamo scoperto è un giovane dirigente che in sette anni di lavoro alla Corte dei Conti ha introdotto nella sua area un approccio basato sulla valorizzazione delle competenze, riorganizzando le attività del suo ufficio in funzione delle attitudini dei singoli collaboratori. Anche grazie a questo impegno la Corte dei Conti è oggi una realtà tecnologicamente avanzata, che ha saputo produrre risparmi aumentando il volume e la qualità dei progetti gestiti. Perchè, ci ricorda Luca Attias, "dietro il nostro lavoro, c'è sempre un cittadino a cui abbiamo il dovere di rispondere".
 

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Commenti

un ricordo doveroso e adattoa questo blog

Sembra sempre impossibile, finché non viene fatto

Nelson Mandela

Poco adattabile a noi

In Italia consideriamo valida solo la prima parte della frase.

La questione morale

Siamo un gruppo di cittadini interessati a tenere desta l'attenzione degli italiani su quello che, a nostro avviso, è il problema principale dell'Italia, la "questione morale". Dai tempi di Enrico Berlinguer e in misura purtroppo sempre crescente, la "questione morale" avvolge il nostro Paese, impoverendolo anche culturalmente ed impedendone un sano sviluppo. Di fronte a questa ormai endemica patologia, intendiamo dare un nostro contributo per analizzarne le radici, affrontarne tutti gli aspetti e lottare per invertire questa deriva.

//www.laquestionemorale.it/

Riflessione

Ho la sensazione che di iniziative come questa in giro ce ne siano parecchie. L'intento per carità è sempre lodevole ed esprimono anche una forte insofferenza verso l'immobilismo e la corruzione presente nel Paese, ma ho anche l'impressione che oltre ad essere tutte iniziative separate e non coordinate tra loro non incidano affatto nel cambiamento del Paese. Mi sembra che come nascono si spengono senza che quasi nessuno si sia accorto della loro esistenza.

Altro che Mandela

Il problema è che in Italia sono 25 anni che non viene fatto un cavolo

L'innovazione comincia dalle persone

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.

Nella feroce morsa della circostanza
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.

Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino;
Io sono il capitano della mia anima.

Dopo tanti anni Luca è ancora sulla breccia

Il Presidente del CNEL, Antonio Marzano, e il Presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, presso la sede del CNEL, hanno siglato un Accordo di collaborazione volto all’attuazione degli obiettivi di razionalizzazione dei sistemi informatici delle Pubbliche Amministrazioni e consolidamento delle infrastrutture IT, indicati dall’Agenda Digitale. Si tratta del primo caso in Italia, a riprova della dinamicità dei due Organi di rilievo costituzionale. La rilevanza dell’evento è testimoniata dalla presenza dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Il CNEL e la Corte dei Conti sono le prime due Istituzioni italiane a mettere a fattor comune le proprie esigenze tecnologiche, aprendo di fatto una strada di enorme interesse nazionale nell’ambito della cooperazione tecnologica interistituzionale che condurrà a risparmi certi per la finanza pubblica. Con questo Accordo le due Istituzioni intendono condividere le rispettive esperienze nella gestione delle infrastrutture IT e avviare un’azione congiunta finalizzata alla razionalizzazione dei costi di gestione e all’ottimizzazione delle risorse IT, intervenendo sulle strutture di erogazione dei servizi IT, in particolare sul numero dei data center pubblici italiani, ritenuto unanimemente eccessivo, ove comparato anche a livello internazionale, nonché sul livello di sicurezza attuato nell’elaborazione di dati.

Riflettevo

Un manager con una competenza tecnico informatica di livello internazionale assoluto, considerato uno dei massimi esperti in tutta la Pubblica Amministrazione nella gestione delle risorse umane e nella valorizzazione delle competenze, con capacità comunicative e una propensione all'innovazione, direi, senza eguali:

COSA CAVOLO LO TENIAMO A FARE IL DIRIGENTE GENERALE ALLA CORTE DEI CONTI

Anche io riflettevo

ma dove sono andati a finire tutti buoni propositi di Brunetta e di altri Ministri finti-innovativi. Non solo fannulloni, premi, incentivi, meritocrazia, valutazioni. Mi sembra che 20 anni fa l'Amministrazione fosse in uno stato di salute migliore rispetto ad oggi, e probabilmente fosse addirittura più meritocratica. Questo è forse l'unico spazio di tutto il web dove veramente si dicono le cose come stanno e sarà frequentato massimo da qualche centinaio di illusi come me.

si ma a giudicare dai video

si ma a giudicare dai video risulta anche parecchio invecchiato ! speriamo che se ne vada presto in pensione !

ogni budget diventa un budget It

Vi volevo proporre questo bell'articolo che ho trovato in rete perchè richiama in qualche modo "la filosofia digitale" proposta da Luca Attias all'ultimo Forum PA.

La spesa It mondiale raggiungerà 3.800 miliardi di dollari nl 2014, con un incremento del 3,6% rispetto al 2013, ma non sono queste cifre a misurare quella che Gartner definisce la “Digital industrial economy”: a entusiasmare sono le nuove opportunità offerte dalle ultime evoluzioni della tecnologia. Tanto da far parlare di “inizio di una nuova era”. Si esprime così Peter Sondergaard, senior vice president di Gartner e global head of Research della società di analisi, secondo cui il mondo digitale non è più una prospettiva ma realtà. Ciò si traduce in una trasformazione a trecentosessanta gradi: ogni budget diventa un budget It; ogni azienda è un’azienda tecnologica; addirittura ogni persona si trasforma in una tech company.
“La Digital industrial economy verrà costruita sulle fondamenta del Nesso di Forze (una confluenza e integrazione di cloud, collaborazione social, connettività mobile e informazione) e della Internet of Everything unendo mondo fisico e virtuale”, spiega Sondergaard. “La digitalizzazione espone ogni parte dell'attività aziendale a queste forze, tutto ne viene interessato: il modo in cui si raggiungono i clienti, in cui si gestiscono gli stabilimenti produttivi, si genera guadagno o si erogano servizi. Le aziende che cavalcheranno quest’onda oggi saranno le leader della Digital industrial economy e staccheranno la concorrenza”.
Il primo elemento evidenziato da Gartner è l’impatto della Internet of Everything. Nel 2009, si contavano 2,5 miliardi di device connessi a Internet con indirizzi Ip unici, per lo più cellulari e Pc. Nel 2020, questi device connessi saranno 30 miliardi e la maggior parte saranno prodotti. Questo crea una nuova economia. Gartner stima che il valore economico aggiunto totale della Internet delle cose sarà di 1.900 miliardi di dollari nel 2020. “Tutto sarà un mini-computer, non ce ne accorgeremo nemmeno: i device con capacità di elaborare dati e connettersi a Internet saranno nei nostri abiti, negli orologi e in tantissimi altri oggetti, più o meno personali”, nota Sondergaard.
La rivoluzione digitale porta cambiamenti sul mercato It in modo profondo tramite la Internet of Things soprattutto in alcuni settori: nella tecnologia e nel segmento telecom, i guadagni associati con la Internet of Things supereranno i 309 miliardi di dollari l’anno entro il 2020, secondo Gartner. Su tutti i device vinceranno quelli mobili, a partire dai tablet: entro il 2017, l’80% della spesa in nuovi device sarà rappresentata da cellulari, tablet e Pc ultra-mobile e il tablet sarà la prima scelta per quasi la metà dei consumatori mondiali che acquisteranno il primo computer fra tre anni.
Il cambiamento è rapido e le aziende tecnologiche che hanno fornito le soluzioni che hanno caratterizzato il mercato negli scorsi anni potrebbero non essere più adatte a soddisfare le esigenze del mondo digitale. “Quello che molti vendor It tradizionali vi hanno venduto in passato spesso non serve per il futuro digitale”, indica Sondergaard. “La loro strategia di canale, la forza vendita e l’ecosistema di partner devono fronteggiare la concorrenza di aziende con modelli del tutto diversi”. La digitalizzazione crea infatti un ambiente che favorisce, a livello globale, le start-up che crescono con grande accelerazione spinte dalle innovazioni tecnologiche. Molti dei leader del mobile e del cloud sono aziende che cinque anni fa i Cio non consideravano come loro fornitori; d’altro lato, osserva Sondergaard, “molti dei vendor principali di oggi, come Cisco, Oracle e Microsoft, potrebbero non essere più al vertice nella Digital industrial economy.”
Nella Internet of Things, in cui quasi ogni cosa è connessa alla Rete, la generazione di dati si moltiplica in misura esponenziale. Le persone e le loro attività, i dispositivi intelligenti, i device mobili: tutto crea dati. Sondergaard fa notare che le aziende della nuova era digitale sono efficaci se sanno far leva su questa mole di dati in modo da trasformare il loro business.
Al tempo stesso, con tutti questi dati di valore all’interno dell’azienda, la cyber security diventerà tema chiave: le aziende dovranno capire come gestire e mettere al sicuro i dati quando sono dentro e fuori la loro struttura It. I leader It dovranno essere in grado di giocare d'anticipo e prevedere le possibili minacce.
“La sicurezza delle tecnologie embedded che l'azienda possiede potrebbe essere la più importante responsabilità operativa che si prospetterà per i Cio nel 2020,” conclude Sondergaard. “La digitalizzazione creerà nuove infrastrutture ma anche nuove vulnerabilità nelle infrastrutture. Il nostro consiglio è di contare su un portafoglio di security vendor, perché nessun singolo fornitore può garantire copertura di tutti i problemi di sicurezza, ma ognuno è specializzato per aree”.

Poco Ict e poca meritocrazia, i "mali" dell'Italia

L’Italia registra un notevole ritardo nell’adozione dell’Ict e questo ha impattato negativamente sulla capacità competitiva del paese e sul livello di reddito procapite: il reddito pro-capite italiano, espresso come percentuale della media Ue15, è diminuito costantemente dal 1994 in poi e nel 2012 si è attestato all’84%. È l’analisi fatta da Fadi Hassan e Gianmarco I.P. Ottaviano sul lavoce.info.
“È opinione condivisa che l’eccezionale sviluppo dell’Information and Communication Technology (Ict) sia stato uno dei principali fattori dell’accelerazione della produttività che gli Stati Uniti hanno vissuto rispetto all’Europa a partire dalla metà degli anni Novanta – spiegano gli economisti - Quindi lo stallo della produttività in Italia iniziato in quegli stessi anni potrebbe essere proprio nella limitata diffusione dell’Ict". Dalla metà degli anni Novanta l’Italia non è infatti riuscita a tenere il passo degli altri paesi europei, Francia e Germania in primis.
Una possibile spiegazione è legata alla capacità dei vertici aziendali di adattarsi alla new economy: le imprese italiane promuovono i lavoratori principalmente sulla base dell’anzianità, invece di identificare e promuovere attivamente i migliori mentre i manager tendono a premiare le persone tutte allo stesso modo e indipendentemente dai loro risultati, invece di fornire obiettivi e premi di risultato. Inoltre i dipendenti che producono scarsi risultati raramente sono rimossi dalle loro posizioni; allo stesso modo i dirigenti non sono valutati sulla base della forza del gruppo di talenti che hanno attivamente contribuito a costruire, ed è perciò probabile che non considerino una priorità la ricerca e lo sviluppo del talento.
E sono proprio questa pratiche consolidate ad ostacolare “la penetrazione e lo sfruttamento delle Ict”. “Assieme al ruolo fondamentale che l’Ict ha avuto sulla crescita della produttività negli ultimi venti anni, ciò può essere una spiegazione importante per la stagnazione italiana – sottolineano Hassan e Ottaviano - Ridurre la rigidità del mercato del lavoro non è sufficiente se rimangono inalterate le pratiche di gestione scarsamente meritocratiche. L’Italia ha perso la capacità di produrre perché sembra non riuscire a gestire correttamente il cambiamento”

Forza Italia

Credo che dobbiamo smetterla di evidenziare tutta una serie di difetti degli italiani che a mio avviso rappresentano in molti casi dei punti di forza che per esempio hanno condotto un paese come l’Italia a far parte dell’elite mondiale.
Siamo sicuri che l’individualismo, la scaltrezza, l’ingegno magari non sempre utilizzato con grande trasparenza e onestà, il lobbysmo siano proprio degli aspetti negativi e non sia ciò che ci ha consentito di arrivare dove siamo arrivati ?

Fu vera meritocrazia

il premio innovatori del 2008 è stato uno dei rari casi in cui la meritocrazia è stata vera e ha dato dei frutti anche in seguito.

A proposito di innovazione che dipende dalle persone

leggetevi l'ultimo editoriale di Carlo Mochi Sismondi, ne vale veramente la pena

//saperi.forumpa.it/story/74808/necrofilia-amministrativa#comment-25054

Nel tuo oggetto manca un

Nel tuo oggetto manca un punto interrogativo !

Non credo proprio

Non credo proprio

Sciopero

Propongo di scioperare e non inserire più commenti nei blog targati Attias finchè non saranno ripristinati i vecchi commenti.

Si può ricominciare a commentare

Non ho mai condiviso questo post, però direi che ora si può ricominciare a commentare

è sparito il blog di "verso la PA digitale"

è sparito il blog di "verso la PA digitale"

oltre 50000 accessi su youtube ----- una proposta

Ho casualmente notato che il numero di accessi su youtube al video dell'innovazione comincia dalle persone è superiore ai 50000. Credo sia un record per la Pubblica Amministrazione difficilmente replicabile. Secondo me andrebbe celebrato in qualche modo, magari al prossimo Forum PA, che ne dite ?

è un numero che fa riflettere

in effetti è un numero che fa riflettere, è un insieme di carisma, capacità di comunicazione verbale e non verbale, simpatia, onestà intellettuale ma soprattutto contenuti e concretezza che sono molto rari.

premio "buona gestione delle risorse umane"

Mi sembra una ottima idea. Magari si può istituire un premio sulla "buona gestione delle risorse umane" visto che in Italia in questo settore siamo particolarmente carenti.

Ottima idea ! Che qualcuno si

Ottima idea !
Che qualcuno si sforzi per migliorare la gestione delle risorse umane nelle Pubbliche Amministrazioni italiane

Mi piace

ma siamo talmente carenti che sarebbe anche difficile trovare un vincitore !

Sottoscrivo

Sottoscrivo la proposta ma mi piacerebbe ci fosse il patrocinio della Presidenza della Repubblica.

Con Luca Attias Presidente della giuria

Con Luca Attias Presidente della giuria

guardate che ad Attias dei

guardate che ad Attias dei premi non interessa proprio nulla, vorrebbe solo vedere applicato un pò di buon senso e qualche innovazione vera nella Pubblica Amministrazione prima di andare in pensione.

La verità

ma fammi il piacere, se non fosse stato per il premio di Brunetta non si sarebbe mai parlato del signor Attias.e questi inutili blog non sarebbero mai esistiti.

Piantala

Il fatto che tu li definisca "inutili blog" vuole dire che stanno avendo l'effetto sperato, per esempio far incavolare quelli che non vogliono cambiare le cose in questo Paese.

fai pace con te stesso

uno che inserisce messaggi in un blog che reputa inutile secondo me qualche problema deve averlo. Per il resto non so se senza il premio di Brunetta (o meglio del Forum PA e consegnato da Brunetta) si sarebbe mai parlato dell'ing. Attias, so solo che è un'ottima cosa che se ne sia parlato e che se ne parli.

sono in piena sintonia con

sono in piena sintonia con Fabio

modalità di comunicazione

Con Attias Presidente non si può non valutare (ed eventualmente premiare) anche le modalità di comunicazione.

Credo che anche la dottoressa

Credo che anche la dottoressa Letizia Pica del Forum PA meriti di far parte della giuria. Cokmunque condivido l'iniziativa.

Se non ricordo male

Se non ricordo male la signora Pica non lavora più al Forum PA da molti anni.

Una vita da informatico

Si è parlato e si continua a parlare molto (sempre di più) in tutte le Pubbliche Amministrazioni dell’intervento dell’ing. Attias all’ultimo Forum PA, e sicuramente ciò è una buona cosa. Tutti concordano su quanto è difficile preparare una esposizione di questo tipo, soffermandosi sul fatto che ci vogliono mesi per riuscire a comunicare con quella ironia, chiarezza e semplicità dei concetti piuttosto difficili.
Io personalmente ho una opinione ancora più radicale, questo intervento non può essere preparato ne in due mesi e neppure in due anni, per arrivare a quei contenuti ci vogliono almeno una decina di anni, ci vuole una vita di maturazione di esperienze che attraversa numerosi passaggi intermedi.
Solo quando un numero consistente di persone riuscirà a percepire veramente tutto ciò che c’è dietro quelle slide, e ci vorrà molto molto tempo, il lavoro iniziato l’ultimo giorno del Forum PA 2013 potrà dirsi positivamente concluso.
Al momento quello che va fatto, per chi ci crede, è diffondere e analizzare il più possibile, tramite discussioni costruttive, il keynote dell’ingegnere.

Percorso emblematico

la strada percorsa dall'ingegnere è emblematica di come siamo messi male. Ha provato a dare indicazioni tecniche e nessuno lo ha ascoltato, poi è passato a dare indicazione sulla gestione delle risorse umane e nessuno se ne è accorto, quindi si è orientato sugli aspetti organizzativi e normativi e l'effetto è stato prossimo allo zero. Oggi, preso atto che niente può succedere agendo "fuori di noi", è passato a descrivere problemi sociologici cogliendo forse l'essenza del problema ma arrivando alla drammatica conclusione, lui in prima persona, che la soluzione è troppo difficile per esistere.

per realizzare quanto proposto da Attias

ci vorranno anni e bisognerà partire dalla cultura. Certo che se mai si comincia.

Una proposta operativa

Il successo delle interviste e dei keynote dell’ingegnere è un dato oramai incontrovertibile. Come, secondo me, è innegabile che l’ultimo intervento al Forum ha aumentato in modo molto consistente il numero di persone che seguono sia questi blog che tutto ciò che intorno ad essi si muove.
Il tuo Roberto è uno dei post più centrati all’interno di questo spazio, anche se sono altrettanto convinta che in pochi possono comprenderne il contenuto fino in fondo.
Prendo spunto dalla tua ultima frase per proporre ai lettori più assidui una tecnica tipica di diffusione in rete e cioè di inserire i link degli interventi di Luca Attias, con un commento esplicativo, all’interno di altri blog il cui tema è simile, presenti sulla rete.

Tipo ……………..

Se siete interessati a tematiche che riguardano la digitalizzazione, la cultura informatica, la gestione delle risorse umane, il management e i rapporti tra queste tematiche e la pubblica amministrazione, vi consiglio i seguenti link:

//saperi.forumpa.it/relazione/verso-la-pa-digitale-0
//www.innovatv.it/video/2767932/luca-attias/future-government-quale-amministrazione-l-italia-del-2020
//saperi.forumpa.it/story/66057/la-classe-dirigente-che-non-ce-luca-attias-forum-pa-2012;
//saperi.forumpa.it/story/68340/la-valorizzazione-delle-competenze-nella-pa-il-video-del-keynote-di-lucaattias
//saperi.forumpa.it/story/33513/linnovazione-comincia-dalle-persone

diamoci da fare ...
Francesca

Ai tuoi ordini Francesca

Io ho inserito il post in un paio di blog

Dove tutto è cominciato

Sono una romantica e per questo i miei complimenti preferisco inserirli qui dove tutto è cominciato. Molte altre persone si sarebbero montate la testa mentre l'ing. Attias resta sempre una persona umile.

l'innovazione comincia dalle persone anche in Calabria

C'è l'innovazione di frontiera, quella che nasce dove meno te lo aspetti. Anzi, dove facciamo di tutto perché non ci sia. Come un fiore nel deserto. O nel cemento, perché è di questo poi che parliamo. Cemento. Cosa c'è di meno innovativo del cemento? E invece dalle montagne della Calabria, dalle serre di Vibo Valentia, arriva una storia che sembra scritta da un romanziere per convincerci che niente è davvero impossibile. Neanche immaginare un altro modo di fare edilizia, un modo più pulito, digitale, intelligente; aprirci una startup a Simbario, un paesino di un migliaio di abitanti a 800 metri sul livello del mare; trovarsi un mercato addirittura mondiale e meritarsi in pochi anni oltre tre milioni di euro di investimenti. La startup si chiama Personal Factory, ma si legge "Capitani Coraggiosi". E i capitani solo loro, Francesco Tassone, 33 anni, e il fratello Luigi, appena 27. Cos'hanno inventato di così straordinario? La fabbrica tascabile. Un nuovo modello produttivo dove una miriade di fabbriche tascabili sono in rete e condividono progetti e formule per fare prodotti migliori. Quali prodotti? Malte. Quelle polveri che usiamo per fare intonaci, rivestimenti e quant'altro. A che serve spedirle in tutto il mondo quando ciascuno può prodursele da solo con i materiali che trova sul posto? L'intuizione di Francesco Tassone, nel 2006, è tutta qui. Allora aveva alle spalle una laurea in ingegneria a Trento e una specializzazione a Valencia, in Spagna, e osservava da tempo le peripezie del padre nella fabbrichetta di prodotti "estremi" per l'edilizia che aveva aperto nel 1982. Estremi, perché la CIT era specializzata in lavori tecnicamente al limite dell'impossibile. "Papà è un inventore, e anche piuttosto spericolato" ricorda il primogenito che pure ha preso le mosse da lì. "A Simbario le strade sono poche e brutte, mio padre perdeva tempo e denaro per gli spostamenti. Allora mi sono detto: perché non abolire del tutto la logistica e permettere a chi lavora nel settore edile di prodursi la malta da sé?". Decide di costruire il primo prototipo della sua fabbrica tascabile e la chiama Origami, "perché come da un foglio puoi inventare mille figure, così da una piccola macchina puoi farti centinaia di prodotti diversi". Un robot muratore. E qui inizia l'avventura. Per finire il prototipo servono dei soldi: Francesco partecipa ad un bando per l'innovazione del governo, ma lo molla a metà strada "perché le condizioni erano impossibili e a quest'ora sarei già fallito". Allora bussa a tutte le banche della sua regione, ma non riesce a ottenere un solo euro. "Zero di zero". Allora decide di ipotecarsi un appartamento di famiglia e con quei soldi finisce il prototipo. Si iscrive ad una competizione europea per startup e qui entra in contatto con il mondo dei venture capital. È la svolta: nel 2008 ottiene un milione e 300 mila euro da due di essi. Da allora per Personal Factory sono stati solo successi e riconoscimenti. Dall'Expo di Shanghai 2010 fino all'aumento di capitale chiuso lo scorso luglio con il coinvolgimento anche del gruppo Intesa San Paolo. Una pietra miliare anche perché in quell'operazione i fratelli Tassone hanno rilevato la fabbrica del papà ("era diventato il nostro primo concorrente, è stato giusto così"). Eppure questa aura di miracolo a Francesco proprio non va giù. Dice per esempio: "Considerare straordinario quello che facciamo è la prova che il sistema è malato. Nel mondo di aziende come questa ce ne sono milioni non c'è nulla di sconvolgente nel lavorare e provare a fare innovazione". E ancora: "Qui in Italia non ci sono banche né Stato. La domanda che ci stiamo facendo adesso è: cresciamo o restiamo in Calabria?". Crescere o restare. Questa domanda Tassone se la faceva un anno fa. E adesso?, gli chiedo. "Siamo ancora a quel bivio, qui ogni passetto richiede anni quando nel mondo ci vuole una settimana". In Calabria è anche peggio, dice. "La Calabria è marcia a tutti i livelli dal consiglio regionale fino all'usciere. Purtroppo noi ci viviamo ed è così, chiunque ha un minimo potere lo deve far valere e se non ti raccomandi non esisti. Per questo nessuno vuol investire da queste parti. Oggi la società calabrese è peggiore di venti anni fa, c'è una selezione al contrario, quelli bravi se ne sono andati tutti...". E voi perché siete ancora qui? Tassone senior risponde con una battuta: "Perché a ogni startup serve un garage, e io il garage lo avevo a Simbario". Ma la verità è che lui e il fratello alla Calabria vogliono bene davvero. E si capisce dalla piccola meraviglia di sede che hanno realizzato. In una terra devastata dal cemento abusivo, hanno fatto un edificio meraviglioso, tra gli alberi, con un sofisticato impianto che unisce geotermia, pannelli solari e altre soluzioni tecnologiche che fanno sì che la sede abbia un esubero di energia prodotta di 14 mila kilowattora/anno. "Perché l'ho fatto? Perché è costato davvero poco farlo e dovevo risparmiare perché non si deve morire di cemento, perché se ti impegni un poco, ma solo un poco, puoi migliorare tanto quello che ci circonda".

Le Istituzioni

Le Istituzioni dovrebbero dare maggior risalto a certe esperienze soprattutto in certe zone d'Italia che potrebbero essere un modello da imitare.

ecco le istutuzioni (con la i minuscola)

e che ne dite del caso Cancellieri-Ligresti e del penoso teatrino interno al PD. IL nostro settantaduesimo posto tra i paesi meno corrotti è un dato sin troppo ottimistico e destinato a peggiorare. Come dice l'ing. Attias, finchè non prenderemo coscienza e ci diremo con drammatica lucidità, franchezza e pubblicamente che quasi tutti noi ci saremmo comportati come la Cancellieri (al limite avremmo evitato di usare il cellulare) e che questo comportamento è un comportamento sbagliato che sta portando il Paese alla rovina non ne usciremmo mai.

Una chiave di lettura

Premetto subito che sono totalmente favorevole alla tua proposta fatta da Tommaso di un convegno specifico sui contenuti dell'intervento dell'ing. Attias all'ultimo Forum PA. Tuttavia sono anche convinto che è destinata a fallire miseramente e di seguito ti spiego il motivo. Luca Attias, nonostante il Forum PA e l'impegno, direi anche coraggioso, in questo senso del suo direttore è totalmente fuori dai circuiti decisionali e soprattutto mediatici. Mi spiego meglio: i politici che tu nomini, così come le altre persone che contano nelle decisioni associate alla digitalizzazione del Paese, partecipano mediamente ad un paio di convegni a settimana su questo tema (ripetendo inevitabilmente più o meno ogni volta le stesse cose). C'è da domandarsi quando trovino il tempo per lavorare, ma a parte questa considerazione personale, è proprio sulla parola lavorare che si gioca tutto. Da quello che ho capito l'ing. Attias è uno che, "purtroppo" (ironico) passa quasi tutto il suo tempo a lavorare sui progetti informatici di cui si occupa la Sua Amministrazione e per tale ragione non può certo partecipare ai numerosi convegni (in cui secondo me nessuno si sogna neppure di chiamarlo) di rito dove sono presenti tutti coloro che contano. Il fatto che poi esponga più proposte interessanti lui in un convegno che tutti gli altri nel corso dell'anno è solo un trascurabile effetto collaterale. Tutti (politici inclusi) si sono divertiti e hanno fatto i complimenti all'ing. Attias per quei 15 minuti straordinari ma implicitamente gli hanno anche detto "ora per favore fatti da parte e non farti rivedere prima del prossimo Forum PA".

La competenza è importante

C'è un aspetto che nessuno ha ancora sottolineato del convegno finale del Forum PA di quest'anno, mi riferisco al fatto che di tutti i partecipanti l'unico veramente esperto di IT era proprio Luca Attias. Penso che ci sia una chiara relazione tra la sua competenza specifica e il successo del suo intervento. Una esposizione di quel tipo la può fare solo un grande esperto della materia. La quasi totalità dei convegni sulla PA digitale, a parte qualche rara eccezione, è gestita da politici, rappresentanti del Governo, esperti di comunicazione, finti neo-informatici, imprenditori ed è per questo che i veri informatici vedono in Luca Attias una specie di simboloi della loro rivalsa. Provate a chiedere agli altri cosa è UML, o il paradigma ad oggetti o il ciclo di vita del software e vedrete cosa vi rispondono.

Messaggio per le aziende

Auspico che il management aziendale colga il fondamentale massaggio di Attias, non solo diffondendo il keynote dell'ingegnere al loro interno ma anche aiutando il management pubblico ad affrontare concretamente la problematica culturale, ne otterrebbero degli enormi vantaggi

Proposta per l'ing. Attias

Ing. Attias,
tenuto conto del successo delle sue interviste e delle sue presentazioni perchè non sviluppa un blog personale, non va su twitter e non fa una pagina facebook, secondo me avrebbe in poco tempo diverse migliaia di contatti e forse potrebbe finalmente portare a compimento le sue idee.

Selezionamo le competenze

Ho letto da un'altra parte di una persona che ha proposto di nominare Luca Attias a capo della nuova Agenzia per l'Italia Digitale. Nel condividere (e come non si potrebbe) la proposta sottolineo che l'importante non è che sia proprio Luca Attias (di persone competenti e in gamba come lui ce ne sono sicuramente diverse) ma è il principio della competenza e del merito che proprio Attias rappresenta bene in questa e nelle altre interviste presenti su questo sito che dovrebbe essere adottato nella scelta di certe importanti figure.

Consiglio per le persone interessate all'intervento di Attias

So che siamo in tanti, per cui vi suggerisco di arrivare al convegno puntuali alle 15, anche perchè l'orario potrebbe subire variazioni (l'intervento dell'ing. Attias già è stato anticipato stamattina).

Gentile dott. Sismondi

Gentile dott. Sismondi,

ho letto il Suo interessante (come sempre) articolo il Topo che mangiava i gatti dove sono elencate una serie di considerazioni che dovrebbero essere scontate in qualsiasi paese ma che in Italia diventano sfortunatamente innovazione.
In questo ambito ha giustamente ricordato le interviste e il keynote dell'ing. Attias e il blog che si è generato a partire da esse. In tutto ciò quello che mi sconforta di più è che dalla prima intervista ad Attias sono passati 5 anni, 4 anni e mezzo dal famoso messaggio di AS73 (o qualcosa del genere) su cui lei scrisse un articolo altrettanto interessante è non rilevo che tutti quei buoni propositi siano stati messi in pratica neppure in una minima percentuale.
E' una triste considerazione che baso sulla mia personale esperienza.
Lavoro in una grande azienda d'informatica e sono 8 anni che mi occupo di Pubblica Amministrazione. Tra i i primi dirigenti che ho avuto la fortuna di conoscere c'era proprio Luca Attias ed effettivamente mi ero illuso che stesse arrivando una ventata di novità e di competenza presso le Pubbliche Amministrazioni. Oggi come oggi registro che l'ingegnere della Corte dei conti è un caso atipico e isolato che mi ha illuso, ho incontrato centinaia di dirigenti e direttori generali per lo più incompetenti nella materia, ma in generale incapaci di fare quel mestiere, il dramma è che molti sono giovani e sovente scopro che sono figli o comunque parenti o amici del potente di turno.
Ho maturato in questi anni la triste consapevolezza che l'Italia abbia imboccato una strada senza via d'uscita ma, ancora più tristemente, anche una strada dalla quale non riesce a tornare indietro.
Volendo continuare a lavorare preferisco restare anonimo.
Con stima

sempre istruttivo

//saperi.forumpa.it/story/75052/una-poesia-e-unimmagine-augurarvi-un-buon-2014

ma quali competenze

Dopo che ho visto le consultazioni di oggi con Bersani posso affermare con tutta certezza che il movimento 5 stelle le competenze non le ha selezionate. I due capi gruppo sono più impresentabili di quelli del PDL (o quasi).

Io ho delle buone speranze

Secondo me il curriculum dell'ing. Attias potrebbe mettere la commissione esaminatrice in forte imbarazzo.

La politica non si imbarazza

La politica non si imbarazza mai in Italia !

Un minuto di silenzio il Paese è morto

Credo che in uno spazio come questo dove discute la parte migliore della Pubblica Amministrazione. Dove si trattano l'innovazione, la gestione delle risorse umane, la managerialità, il benessere organizzativo e tanti altri temi per dare spunti su come poter far uscire il Paese da una crisi che è soprattutto una crisi morale, ritengo doveroso sottolineare che un Paese dove si arrivano a fare certe affermazioni:
Calderoli: "Kyenge? Sembra un orango"

è un PAESE MORTO !
.

Una ricorrenza per Calderoli & C

SU QUESTO BLOG SI FA CULTURA E QUESTA E' CULTURA CIVILE
Cinquant'anni fa Martin Luther King, nato Michael King, guidò verso Washington la "marcia per il lavoro e la libertà". Era il 28 agosto del 1963. Una giornata di sole. L'America era in bianco e nero, la musica iniziava a vestire fiori colorati, il presidente era John F. Kennedy. E quello un Paese che andava verso il futuro e voleva farlo senza catene. Jfk aveva presentato al Congresso un provvedimento che sanciva pari diritti per bianchi e neri. Aveva contro il Sud di Stati che non riuscivano a diventare uniti.
Oggi l'America ha un presidente nero che nello Studio Ovale della Casa Bianca ha un busto del reverendo e la foto incorniciata del programma della manifestazione di quel giorno a Washington. Solo che dopo aver pronunciato il suo discorso non è andato a visitare la Casa Bianca, c'è tornato a dormire.
Per Barack Obama Martin Luther king è un eroe, di più, un profeta. Un esempio. Salire su quello stesso palco da presidente è la prova della lotta d'altri, del reverendo, delle sue parole e del suo sogno. "Sono qui, siamo qui, grazie a quelle battaglie e a quelle marce. La fiamma della giustizia non è mai morta", ha detto il presidente. "Siamo in debito con chi ha sacrificato la vita per cambiare il nostro Paese. Con chi ha marciato insieme in quegli anni. Per noi".
"Non sono morti invano. Sono degli eroi. Martin Luther King ha dato speranza a milioni di persone. L'America è divenuta più libera e giusta, non solo per gli afro-americani ma anche per i latinos e i gay. Grazie a loro sono cambiati i legislatori, il Congresso, e alla fine anche la Casa Bianca è cambiata. E ora noi abbiamo il dovere di continuare il loro sogno", ha detto il presidente di fronte alla folla. E davanti alla famiglia King. Ai suoi figli, ai nipoti.
Deve tenerli uniti. Il discorso di Obama non è stata solo una celebrazione, ma una promessa. Ha ripreso quegli stessi fili, per fare altri nodi. "Serve il coraggio, lo stesso coraggio", ha continuato a dire. Bisogna ancora marciare.
Obama ha anche parlato della attuale "povertà tremenda dei giovani", così come dell'"assistenza sanitaria inadeguata" e della posizione di tutti i lavoratori americani "che è peggiorata". Perché "quel sogno è ancora sfuggente".
Poi ha aggiunto che "quello che King descriveva era il sogno di tutti gli americani". "Abbiamo una scelta, possiamo continuare nella strada attuale in cui questa democrazia può fermarsi" o "la stragrande delle famiglie non arriva alla fine del mese" oppure "possiamo cambiare", ma è necessario collaborare e "rialimentare l'empatia tra di noi". "America - ha concluso - io so che la strada sarà lunga, forse inciamperemo, ma ci rialzeremo".
"I have a dream", il sogno 50 anni dopo. Obama: "Liberi grazie a Martin Luther King" Barack Obama, la first lady Michelle Obama, Jimmy Carter e Bill Clinton
Il 28 agosto del 1963. A celebrare il proclama di emancipazione al Lincoln Memorial di Washington arrivarono oltre 250 mila persone. Cinquantamila, molto meno della metà, erano afroamericane. Con King in testa, alla manifestazione andarono anche i 'Big Six', i leader delle sei grandi organizzazioni per i diritti civili. Roy Wilkins (National Association for the Advancement of Colored People), Whitney Young (National Urban League), A. Philip Randolph (Brotherhood of Sleeping Car Porters), John Lewis (Student Nonviolent Coordinating Committee-SNCC) e James L. Farmer Junior (Congress of Racial Equality). Kennedy era preoccupato dei disordini che sarebbero potuti diventare incontrollabili. Ma alla fine decise di concedere il suo appoggio.
Salì sul palco e strinse la mano a King. Quel giorno, da quel palco, di fronte a quella folla, che arrivò poco a poco fino a stiparsi e a marciare compatta, furono prounciate le parole del discorso "I have a dream". Erano le ore 15 di 50 anni fa.
Oggi l'America lo ha ricordato, unita. Dopo il raduno di sabato scorso, con la marcia presso il National Mall della capitale, sullo stesso palco al Lincoln Memorial di Washington sono saliti in tanti. Prima di Obama, i suoi predecessori democratici Jimmy Carter e Bill Clinton insieme alla famiglia del reverendo e il deputato John Lewis, che parlò in prima persona alla marcia del 1963. E che oggi ha rimarcato: "Dobbiamo fare ancora tanta strada".
Una marcia e un discorso che "hanno cambiato l'America", ha detto l'ex presidente americano, Bill Clinton. Prima di lui è salito sul palco del Mall di Washington l'ex presidente Jimmy Carter che ha continuato a dire "se Martin Luther King non ci fosse stato è improbabile che io, Clinton e Obama" saremmo stati presidenti.
Con loro anche star dello spettacolo, come Oprah Winfrey, Jamie Foxx e Forest Whitaker.
"Let freedom ring". Alla stessa ora del discorso, le 15 ora locale (21 in Italia), le campane delle chiese e dei monumenti di tutto il mondo hanno risuonato in contemporanea. Non solo a Washington, ma in tutti gli Usa, fino all'Alaska, dove i partecipanti hanno fatto suonare anche i campanacci delle mucche. Così come in altre parti del mondo. "Let freedom ring": a Trafalgar Square a Londra, ma anche in Giappone, Svizzera, Nepal e Liberia. Il sindaco di Londra Boris Johnson ha affermato a proposito che il discorso di King continua a ispirare le persone.
"I have a dream". Si racconta che il discorso, tra i più famosi della storia americana, King lo preparò poche ore prima di salire sul palco. Un messaggio di speranza e lotta per un mondo migliore e privo di diseguaglianze. Meno di cinque anni dopo il reverendo fu ucciso fuori la stanza di un motel di Memphis. In un grigio aprile del Tennessee.
Diciassette minuti di discorso. Di cui solo i primi sette paragrafi erano preparati. Martin Luther King lo buttò giù appena arrivato al Willard Hotel di Washington la notte prima della marcia. Chiamò i suoi assistenti nella lobby e loro cominciarono a dare consigli. Uno voleva che parlasse del lavoro, un'altro della discriminazione. Alla fine, dopo averli ascoltati King disse: "Grazie fratelli, capisco. Apprezzo i suggerimenti. Ora andate e lasciate che mi consigli con il Signore". Poi salì nella sua stanza. Cercava il ritmo. Come in un gospel. Finì di scrivere alle 4 di mattina. Poi consegnò i fogli perché fossero dattiloscritti e consegnati alla stampa.
Secondo quanto racconta Clarence Benjamin Jones, consigliere e amico intimo del reverendo: "Avevamo selezionato insieme i temi e lui aveva steso il testo. Poi a un certo punto Mahalia Jackson, la grande cantante gospel che aveva aperto la manifestazione, ha iniziato a urlare: 'Parla del sogno, Martin! Parla del sogno!'. Ero a pochi metri di distanza e ricordo benissimo che King ha accantonato i fogli e ha preso a parlare a braccio. La parte che è entrata nella storia era in realtà improvvisata, ed è anche questa la sua forza. Con un discorso spontaneo ha espresso un concetto che si può riassumere in tre parole: All, Here, Now. Vogliamo tutto, qui e ora. Non possiamo tralasciare il valore che la spontaneità e l'improvvisazione hanno avuto quel giorno". La tesi di Jones è confermata. George Raveling, un ex giocatore di basket che si trovava sul palco, conserva ancora i fogli originali.
Il sogno. Cinquant'anni fa non c'era mai stata una tale folla in corteo a Washington. La "marcia per il lavoro e la libertà" chiedeva la fine della segregazione razziale nelle scuole, una legge sul tema dei diritti civili, la protezione dalle brutalità della polizia per gli attivisti, uno stipendio minimo di 2 dollari all'ora per tutti i lavoratori. E un organo di auto-governo per Washington D.C., a quel tempo governata da un comitato. Quel discorso, quelle parole chiedevano tanto, chiedevano un sogno. Chiedevano che l'impossibile diventasse reale.
Il primogenito: "Ancora tanto da fare". "A troppi americani vengono ancora offerte opportunità non adeguate per sfuggire alla povertà, alla disoccupazione, alla discriminazione e la violenza", ha detto dalle pagine del 'Washington Post', Martin Luther King III, il primogenito. "La massiccia presenza" e il "meraviglioso spirito dei partecipanti", è stata una potente testimonianza del sogno duraturo che mio padre ha condiviso con la nostra nazione e con il mondo mezzo secolo fa". "La data del 28 agosto 1963 - ha detto - fu scelta per commemorare l'ottavo anniversario della brutale uccisione del 14enne Emmett Till. Il clamore che ne è seguito ha contribuito a risvegliare una nuova era di proteste contro l'ingiustizia razziale. Mezzo secolo dopo, tuttavia, i giovani afroamericani hanno ancora buone ragioni per temere la violenza a sfondo razziale". "Non è possibile realizzare il sogno di una società pacifica fino a quando non avremo attuato un controllo misurato delle armi letali", ha continuato. "Realizzare il sogno di mio padre comporterà anche la trasformazione della nostra società in una in cui chiunque voglia un lavoro con uno stipendio decente lo possa avere".
"Guardando indietro non posso fare a meno di chiedermi: cosa penserebbe mio padre? Di una cosa sono certo. Si adopererebbe senza sosta per farci lavorare insieme, tutti, ad affrontare le questioni più urgenti di oggi. E reagire".
Incidente stradale per la famiglia King. La famiglia di Martin Luther King è stata coinvolta in un incidente stradale subito dopo la cerimonia per i 50 anni del discorso del padre dei diritti civili "I Have a Dream".
I familiari di King tra cui la sorella Christine King Faris e la figlia Berenice stavano lasciando Washington a bordo un pullman quando un furgone è passato col rosso costringendo l'autista a frenare bruscamente per scansare l'altro veicolo. Tutti incolumi tranne l'autista che è stato ricoverato in ospedale, riporta il sito Tmz.com.

Io ho dei dubbi

Ma tra coloro che debbono nominare questo "salvatore dell'informatica italiana", c'è qualcuno che sa che tipo di figura serve ? Io ho dei seri dubbi !

Ma l'agenda digitale si farà o non si farà? Certo che si farà, e con un sostegno parlamentare con pochi precedenti. Oggi la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera ha infatti ha approvato il testo di legge relativo: 120 milioni per le start-up innovative, sviluppo delle infrastrutture, rottamazione dei Pc per le famiglie svantaggiate e digitalizzazione accellerata della Pubblica Amministrazione. Il testo unificato delle proposte di legge Gentiloni-Rao (PD-UDC) e Palmieri (PDL) contenente le "Disposizioni per lo sviluppo dei servizi elettronici e digitali" offre un importante canovaccio all'azione di governo e di fatto andrà a costituire l'ossatura del decreto più volte rinviato noto con il nome Digitalia.
Il Fondo per l'Italia, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso la partecipazione al Fondo mobiliare chiuso, con una dotazione di 120 milioni di euro per i prossimi tre anni previsto dal testo approvato non è l'unica notizia. Sono infatti previsti incentivi allo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche e misure per la semplificazione delle procedure amministrative, l'introduzione di contributi per il rinnovo delle dotazioni tecnologiche e il collegamento in rete delle famiglie meno abbienti; l'avvio "definitivo" della digitalizzazione della Pubblica amministrazione, attraverso una tempistica vincolante per la dematerializzazione dei servizi e la previsione di una legge annuale per l'economia digitale che si occuperà più in generale della pianificazione del settore, della ricerca scientifica e dell'alfabetizzazione informatica. Tutto questo insieme a un'altra disposizione: l'abbassamento al 4% dell'IVA per i prodotti editoriali digitali via Internet.
I più attenti ricorderanno che, nonostante si tratti di misure più volte invocate, quelle inserite oggi nel testo bipartisan provengono in gran parte dalla società civile e già avanzate all'epoca del decreto "Semplificazione". Quindi quel lavoro di Articolo 21, Libertiamo, Agorà Digitale, Aiip e altre associazioni non è andato perso. E in molti passaggi riecheggia le proposte fatte dall'associazione Glocus presieduta da Linda Lanzillotta, preentate proprio pochi giorni fa in un convegno alla Camera. L'avvio della discussione in aula di tutto il pacchetto è atteso per la ripresa dei lavori a settembre quando il governo dovrebbe trasformare il testo approvato oggi, integrandolo, o limandolo, in un decreto a cui lavora da mesi.
E L'agenzia per l'italia digitale, che per legge deve portare avanti gli obiettivi dell'agenda, per quella data sarà operativa o no? Certo che sì, ma solo se si sbroglia il nodo della sua governance e se a comandarla sarà un direttore competente e autorevole. Che non sappiamo ancora chi sarà. Con un emendamento al Decreto Sviluppo approvato giovedì scorso dalle Commissioni VI (Finanze) e X (Attività produttive) della Camera dei deputati la nomina del direttore generale della nascitura Agenzia per l’Italia digitale, è slittata da 30 a 60 giorni. Doveva essere fatta per venerdì 27 luglio.
Già questo rinvio dà la misura della complessità della nomina per cui sarebbero in corsa Stefano Parisi di Confindustria Digitale, Alfonso Fuggetta del Politecnico di Milano e l'otusider, ex Sole24Ore, Stefano Quintarelli. Insieme a candidati più paludati come Salvo Mizzi, responsabile Internet di Telecom, Roberto Sambuco, capo dipartimento comunicazioni del MISE, Alessandro Fusacchia e Mario Calderini, consigliere per l’Innovazione del MIUR.
Come andrà a finire? La nomina spetta al premier d'intesa con i ministri Passera, Grilli, Profumo e Patroni Griffi, ma un ruolo pare ce l'abbia anche il sottosegretario all'editoria Peluffo. Per questo la scelta dei candidati è stata messa in mano a dei cacciatori di teste che forniranno una short list coi nomi citati e quello del "vero" candidato. I ministri non saranno tutti d'accordo e alla fine deciderà Monti.
Ma la partita non è complicata solo da candidature e autocandidature, quanto dalle funzioni che l'Agenzia deve svolgere, dalla sua dotazione economica e dalla parziale sovrapposizione con i compiti demandati ad Agcom. Problema serio perché l'Agenzia da organismo di regia e supervisione si sta tramutanto in un "ente vero e proprio che rischia di essere paralizzato dai troppi referenti", spiega Linda Lanzillotta, e che ha due compiti cruciali per il paese, sviluppare le reti di nuova generazione e garantire la sicurezza e l'interoperabilità dei dati della pubblica amministrazione pur senza averne tutti gli strumenti. E tuttavia la criticità più forte rimane che l'agenzia serve quattro padroni, mentre secondo la vox populi degli esperti tutte quelle funzioni dovrebbero andare a un'agenzia alle sole dipendenze del premier con a capo l'equivalente di un chief information officer in stile anglosassone.

Domanda per la redazione

Non riesco al leggere il commento dall'oggetto "speriamo bene", il link mi spedisce su quest'articolo ma non sul commento specifico. Se devo leggermi migliaia di commenti per trovarlo è impresa praticamente impossibile. Scusate per il disturbo ma vorrei essere sicura che non c'è altro da fare..
Marianna

Risposta a Marianna

Si tratta di un commento contenuto in una delle pagine successive alla prima. Purtroppo è un baco di questa versioen del sito che correggeremo nella versione succesiva. Ci scusiamo per il disturbo.

Il keynotes di Luca attias a FORUM PA 2012

Per tutti coloro che hanno animato in questi tre anni questo spazio, siamo lieti di comunicare che l'ingegner Attias sarà presente a FORUM PA 2012 con un proprio key note speech dedicato al tema della valorizzazione delle competenze. Già da oggi è possibile iscriversi all'evento attraverso la pagina del programma congressuale di FORUM PA 2012
www.iniziative.forumpa.it/expo12/convegni/la-valorizzazione-delle-compet...

Suggerimento

Leggetevi l'articolo di Andrea Lisi: Digilandia: il Governo Monti nel Paese delle Meraviglie Digitali. Chi apprezza le interviste di Luca Attias non può non apprezzare questo articolo.

Commento al Keynote di Luca Attias

Siccome sono un nostalgico il mio commento lo inserisco qui: si è trattato della performance più innovativa e coraggiosa che ho visto negli ultimi anni. La proiezione della scena di Festen e la sua contestualizzazione esprimono una sicurezza di se e una forza interiore non comuni. Complimenti ad Attias e al forum PA per quanto avete espresso oggi pomeriggio.

Il keynote di Luca Attias al Forum PA 2012

Se mi è consentito vorrei dare un contributo personale poichè alcuni anni fa ho partecipato ad una presentazione dell'ing. Attias anche se su un argomento diverso da quello che presenterà al Forum PA.
Consiglio a tutti di partecipare indipendentemente dai contenuti specifici perchè è molto interessante il modo con cui l'ingegnere imposta le presentazioni con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione del pubblico presente.
A meno che non abbia cambiato stile negli ultimi anni ci sarà sicuramente da divertirsi e da riflettere, a qualcuno magari non piacerà ma non sarà sicuramente un intevento che lascerà indifferenti.

Grazie Roberto

è stato proprio a causa del tuo messaggio che ho deciso di partecipare all'intervento del dott. Attias. Non mi entusiasmavo tanto dall'ultimo concerto di Bruce Springsteen e sono tornata a casa anche animata da una sensazione di speranza per il nostro futuro.

Cassa di risonanza

figurati è stato un piacere. Da quando ho sentito questa intervista ho sempre cercato di diffondere quanto in essa contenuto perchè lo ritenevo eticamente utile. Credo che sia un nostro dovere fare la maggiore cassa di risonanza possibile su certi argomenti e sui metodi proposti da Luca Attias perchè sono indirizzati ad avere un Paese migliore di quello attuale.

Cassa di risonanza 2

Ho visto che il link al keynote di Luca Attias è stato inserito in altri siti internet come ad esempio in questo: http://ministeriale.blogspot.it/2012/05/la-classe-dirigente-che-non-ce-l...
e ovunque viene inserito vedo che si solleva un dibattito acceso e interessante. Mi sembra che la tua Roberto sia un'ottima idea.

Qualche anticipazione sul keynote di Luca Attias

Grazie per la segnalazione, è proprio quello che ci ha detto Luca Attias in questa intervista: www.saperi.forumpa.it/story/66057/la-classe-dirigente-che-non-ce-luca-at...
Il suo obiettivo è rendere questo appuntamento del 16 maggio a FORUM PA interessante e divertente anche per chi di solito non segue questo tipo di argomenti, facendo qualche "incursione" anche in mondi alternativi, come il cinema e l'arte...

Luca Attias è diventato Dirigente Generale

Ho appreso con grande piacere della nomina dell'ing. Attias a Direttore Generale. Sapere che qualcuno bravo può arrivare è una bella iniezione di fiducia per tutti.

Intervista a Luca Attias

Consiglio a tutti di leggere l'intervista all'ing. Attias pubblicata sul Corriere della Sera di mercoledì 28 dicembre a pagina 8 dal titolo:
L'ingegnere «virtuoso»: chi fa bene va premiato

Curiosità

Ho sentito dire che la Corte dei conti ha pubblicato di recente su internet dei nuovi servizi al cittadino, mi sapete dire di cosa si tratta ?

non riesco a trovarlo non è

non riesco a trovarlo non è che puoi darmi una mano Alessandra sarei molto curioso di leggerlo

ciao

ecco l'intervista

La «macchina» dello Stato Il personaggio Luca Attias, 46 anni: in questo modo si porta la gente a lavorare anche di sabato e di domenica

L' ingegnere «virtuoso»: chi fa bene va premiato

ROMA - Non c' è solo chi timbra e scappa o moltiplica incarichi e paghe. Nell' esercito di dipendenti pubblici c' è, accanto a chi si imbosca, chi lavora anche per lui. Chi lucra sullo stipendio garantito, ma anche chi si impegna per far funzionare la complessa macchina dello Stato, senza ricevere per questo alcun riconoscimento. Tra i dipendenti statali «virtuosi», certificati dal premio del Forum della Pubblica Amministrazione, c' è Luca Attias, ingegnere informatico quarantaseienne, divenuto direttore generale dei sistemi informativi della Corte dei Conti, che assicura: «Il contesto è da brivido, e non solo nella pubblica amministrazione, ma chi lavora duro e con impegno c' è. E spesso non è premiato». Lei invece è stato tra i vincitori di vari premi. Perché? «Al di là dei riconoscimenti che, ho scoperto, a volte vengono dati a chi è raccomandato, c' è il risultato: mi viene riconosciuto di aver portato il sistema informatico della Corte dei Conti a un livello di eccellenza. E, ovviamente, non l' ho fatto da solo». Come ha fatto? «Ho adottato un metodo completamente diverso da quelli diffusi non solo nella pubblica amministrazione, ma anche in quella privata». Quale metodo? «La meritocrazia. Il potenziale umano nella pubblica amministrazione c' è. Ma occorre valorizzare le caratteristiche personali con un sistema di gestione del personale corretto, con criteri premiali oggettivi e non basato su raccomandazioni o aderenza a lobby. Sembra banale, invece in questo modo si riesce a portare la gente a lavorare anche di sabato e di domenica. E anche a farla divertire». Chi le viene in mente quando pensa a impiegati virtuosi? «La prima che mi viene in mente è Cinzia Maregrande. Era una sorta di dattilografa che con me è diventata capoprogetto del più importante sistema informativo, quello della giurisdizione e delle Procure». Come? «L' ho valorizzata senza tener conto della qualifica ma di ciò che sapeva fare. Ma soprattutto si è impegnata sempre al massimo, senza far pesare la malattia che a giugno, giovanissima, l' ha portata via. Ma ce ne sono veramente tanti». Ad esempio? «È difficile fare nomi. Perché sono davvero troppi. Ma, ad esempio, ho un informatico, che era un collaboratore e ora è riconosciuto come un fenomeno della progettualità informatica. C' è da tenere conto però che siamo un settore, da questo punto di vista, fortunato». Perché? «Perché un informatico non può improvvisare. Conta quello che sa. Credo che avrei avuto maggiori difficoltà a superare concorsi se non fossero stati su argomenti tecnici molto specifici. E non sarei riuscito a far diventare questo sistema informatico quello che è, se non avessi avuto la libertà di poter utilizzare la mia banda di "sciamannati", preparatissimi, che lavorano senza risparmiarsi». Virginia Piccolillo

Fate piano

Mi domando come in un sistema marcio come il sistema Italia consentano ad uno così di finire sulle prime pagine di giornali importanti, quando qualcuno se ne accorgerà vedrete che nessuno lo chiamerà più.

Sogno o son desto

Un dirigente pubblico che dice "occorre valorizzare le caratteristiche personali con un sistema di gestione del personale corretto, con criteri premiali oggettivi e non basato su raccomandazioni o aderenza a lobby". Attias dice delle ovvietà che però in 30 anni di lavoro nel pubblico impiego non ho mai sentito dire ufficialmente da nessuno. Complimenti sinceri anche per il coraggio.

Ti prego Luca vieni a fare il

Ti prego Luca vieni a fare il dirigente da me. Non me posso più di raccomandati e di incompetenti.

Se qualcuno vuole lavorare ai servizi informatici della Corte

Basta che vinca questo concorso che è appena stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e sul sito della Corte dei conti.

Concorso pubblico, per esami, a tre posti di informatico - III Area F1 - nel ruolo del personale amministrativo della Corte dei conti eccovi il link e in bocca al lupo:

http://www.corteconti.it/relazione_cittadini/concorsi/concorsi_precedenti/

C'è anche questo

Concorso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale, n. 12 del 14 febbraio 2012
Concorso pubblico, per titoli ed esami, a tre posti di Dirigente di seconda fascia Area Informatica nel ruolo del personale dirigente della Corte dei conti

http://www.corteconti.it/relazione_cittadini/concorsi/concorsi_precedenti/

Per fortuna c'è qualcuno che

Per fortuna c'è qualcuno che riceve le domande di concorso anche via PEC !

Volevo evidenziare che la

Volevo evidenziare che la Corte dei conti non è stata affatto la prima ad utilizzare la PEC nei concorsi.

Sono sempre stato molto

Sono sempre stato molto critico con questo spazio e con Luca Attias di cui non condivido la maggior parte delle idee e dei metodi, debbo tuttavia ammettere che in questa precisa circostanza sono stato positivamente colpito dal tono e dal contenuto dell'intevista del Corriere della Sera.

Questa intervista rappresenta

Questa intervista rappresenta una consistente evoluzione rispetto a quella fatta dal forum PA. Credo che Luca Attias avrebbe molte altre cose interessanti da dire su diversi argomenti che ha causa dello spazio necessariamente esiguo sulla testata non sono stati sviluppati. Magari potrebbe essere una occasione per riprendere il discorso con il Forum PA.

cordiali saluti

Se ci fossero 1000 dirigenti

Se ci fossero 1000 dirigenti come Attias l'Italia sarebbe sicuramente un paese migliore. L'intervista è una delle più innovative che ho letto negli ultimi anni.

Finalmente un dirigente che

Finalmente un dirigente che ha il coraggio di dire come stanno veramente le cose e che sa fare il proprio mestiere. Considerando la situazione dell'Italia direi che a questo punto la carriera dell'ing. Attias è praticamente finit !. ;-)

Straordinario

Attias è cento anni avanti rispetto allo standard italiano !

W l'Italia

In un paese normale uno come l'ing. Attias sarebbe un buon candidato come Ministro per l'Innovazione. Da noi diventa un evento se uno bravo viene nominato direttore generale.

Per favore dateci un Governo

Per favore dateci un Governo tecnico ! Vogliamo persone che sanno di cosa parlano !

Caro Bersani

''Sento in giro molte preoccupazioni sul dopo Monti. Allora chiariamo subito un punto: qualunque ragionamento sul prossimo futuro deve partire dal presupposto che non vengano abolite le elezioni, magari su suggerimento di Moody's. Se in Italia passasse l'idea che la politica non e' in grado di tirarci fuori dalla crisi, noi ci porremmo automaticamente al margine delle democrazie del mondo''. Il leader del Pd, Pierluigi Bersani, in un'intervista spiega che quella del governo tecnico una ''parentesi non ripetibile perche' il limite della soluzione tecnica non sta nel governo Monti, che pure ha fatto un gran lavoro, ma nella mancanza di univocita' di una maggioranza che ha opinioni diverse, perche' in natura esistono una destra e una sinistra alternative l'una all'altra''.
''Io dico - prosegue Bersani - che in un Paese maturo si fronteggiano un centrodestra, un centrosinistra ed eventualmente una posizione centrale che da una legislatura all'altra puo' dare flessibilita' al sistema. Chi vince, governa. Questo e' il vero tema, non quanti tecnici ci sono nel governo. E questo significa che non si puo' andare al voto proponendo una Grande Coalizione. Non esiste proprio''

Caro Bersani,

ci spieghi per favore dove hai vissuto negli utimi 20 anni ? perchè pensi che tutto il paese abbia il terrore della fine del governo Monti ? perchè poi arrivate voi "professionisti della politica" che oltre a non capire nulla di economia, scuola, sanità e quant'altro, continuate ad occuparvi di tutelare gli interessi vostri e dei vostri amici mentre il paese va a rotoli.

Mio caro Roberto ora che ce

Mio caro Roberto ora che ce l'hai cosa mi dici ? sei contento ? Almeno il governo precedente aveva tolto l'ICI. Francamente spero in un rapido ritorno del Cavaliere è l'unico che può salvare l'Italia.

chi salverebbe il cavaliere?

la pubblica amministrazione, dopo averla fatta ben bene bastonare da un livoroso come Brunetta? le fabbriche e le imprese, dopo averle abbandonate a se stesse senza una politica industriale degna di questo nome? i cittadini, che se non pagano l'ICI la ri/pagano 1000 volte con i tributi locali aumentati?
devi essere uno che ha interessi MOLTO privati da difendere, se speri in lui.....

Carissimo Monti, se avessi

Carissimo Monti,

se avessi l'idea innovativa di inserire una specie di ministero per l'informatica o qualcosa di simile pensa al ragazzo di questa intervista potresti ottenere dei risultati sbalorditivi.
in ogni caso ti faccio un grande in bocca al lupo !

In effetti non sarebbe niente

In effetti non sarebbe niente male al posto di Brunetta !

Non è che ci voglia molto !

Non è che ci voglia molto !

Proposta

Sarebbe interessante, alla luce del nuovo incarico, intervistare nuovamente l'ing. Attias su argomenti come la meritocrazia e la gestione delle risorse umane.

Ti hanno ascoltato, e chi

Ti hanno ascoltato, e chi l'avrebbe detto.

Mi associo alla proposta

Recentemente ho assistito ad un interessantissimo corso tenuto dall'ing. Attias sul rapporto tra informatica e managerialità. Credo che ne potrebbe uscire fuori un'intervista molto stimolante per i frequentatori di questo blog.

I miei più sinceri complimenti alla redazione per questo spazio.

Anche io

è sicuramente un argomento interessante e spinoso. Da informatico doc sono convinto che su questo aspetto si gioca il futuro di diverse aziende. Anche a me piecerebbe sentire cosa ne pensa Luca Attias.

Le modalità secondo cui

Le modalità secondo cui l'ing. Attias sta organizzando la nuova direzione generale dei sistemi informativi della Corte dei conti sono assolutamente innovative in tutto il panorama della Pubblica Amministrazione. Mi permetto di consigliare che un approfondimento su questo tema sarebbe utile per tutti.

Mi sembra un'ottima proposta.

Mi sembra un'ottima proposta. Avrei anche io qualche curiosità da chiedere all'ingegnere.

Anche io sostengo la

Anche io sostengo la proposta. Suggerirei che l'intervista la facesse la stessa giornalista che portò al successo "l'innovazione comincia dalle persone".

Ottima idea anche per me

Sono anni che questa intervista è una delle più viste su internet, relativamente ad argomenti associati alla Pubblica Amministrazione e nessuno a mai pensato ad una seconda puntata.

Se avessero voluto

Se avessero voluto intervistarlo di nuovo lo avrebbero già fatto da tempo. In realtà credo che il successo di questa intervista abbia dato fastidio a qualcuno. A buon intenditor .....................

Meritocrazia

Conosco Luca da circa sette anni e, a parte qualsiasi aspetto personale, la sua nomina mi ha fatto piacere perchè trattasi di un evento eccezionale per l'Italia. Dove si è mai vista da noi una persona giusta al posto giusto ? una persona nominata solo per meriti lavorativi ?
Sinceramente ho paura sia solo un caso determinato dalla specifica professionalità, ma ho comunque la speranza che possa essere un esempio anche per altre situazioni.

Vi consiglio un libro

Mal di merito
L'epidemia di raccomandazioni che paralizza l'Italia
Autore Giovanni Floris
Editore Rizzoli, 2007

In Italia, il pezzo di carta più utile non è un titolo di studio, ma una lettera di raccomandazione. La prevalenza della spintarella non è folklore o semplice malcostume: soffoca la meritocrazia, blocca la mobilità sociale e dà fuoco alle polveri della guerra tra generazioni.

A proposito di meritocrazia

A proposito di meritocrazia vi consiglio di dare un'occhiata a http://www.meritocrazia.com/index.php da cui ho estratto questo pezzo di articolo, datato ma ancora attuale:

La mancanza dei valori della meritocrazia è la causa del declino della nostra economia e della spaventosa mancanza di equità della nostra società, che ha un gap tra ricchi e poveri analogo agli Stati Uniti, ma non ha la mobilità sociale americana. Siamo la società sviluppata che ha il più rapido declino economico e la maggior ineguaglianza sociale. Nel saggio Meritocrazia, ho spiegato quanto il termine sia recente, creato nel 1958 dal laburista inglese Michael Young: descrive il sistema di valori che premia l'eccellenza di un individuo indipendentemente dalla sua provenienza, che in Italia significa la famiglia di origine. Mentre le altre società moderne nel secolo scorso sono riuscite a evolvere da una economia agricola a una industriale e post-industriale, con lo Stato che sostituiva la famiglia come creatore di opportunità, la società italiana è ancora preda del 'familismo amorale', che prospera grazie all'assenza di uno Stato in grado di dare fiducia ai cittadini. Senza meritocrazia non è nata quella classe dirigente eccellente che in altri paesi è stata capace di creare opportunità per tutti i cittadini. Sono quattro le proposte per far sorgere il merito nella economia e nella società italiane. Lo tsunami economico e la spaccatura sul tema della scuola degli ultimi mesi le rendono ancora più urgenti.

BOCCIATI IN MERITOCRAZIA

BOCCIATI IN MERITOCRAZIA ......................

Fare carriera in base alla competenza professionale, ai risultati raggiunti, alla grinta sul lavoro. Un obiettivo che in Italia nella pubblica amministrazione resta lontano e che anche nel settore privato spesso viene messo in secondo piano da fattori "culturali": l'abitudine al clientelismo e al familismo. La nostra inchiesta racconta gli esempi peggiori e qualche esempio "virtuoso" di questo sistema-paese

Clientele, nepotismi, spintarelle, la legge del più bravo non decolla

L'ex ministro per la pubblica amministrazione e deputato Pdl. Nella foto attende il voto sul decreto milleproroghe
La crociata anti-fannulloni promessa dal ministro Brunetta nel settore pubblico è rimasta al palo: i premi di merito sono rinviati causa crisi e i sindacati hanno ottenuto l'azzeramento delle sanzioni ai dirigenti inefficienti. Ma al di là delle ragioni tecniche, pesa un ritardo culturale: il 60 per cento degli italiani pensa che tutti dovrebbero guadagnare allo stesso modo
Comincia tutto con la crociata anti-fannulloni. Maggio 2008, Roma, conferenza stampa del neo ministro Renato Brunetta. Il professore tuona: "Via ai licenziamenti anche nella pubblica amministrazione". E viene giù il diluvio. Applausi e critiche, favorevoli e contrari. L'incoraggiamento del centrodestra e i sindacati che alzano barricate. Ma tant'è. Il tema torna al centro del discorso pubblico, ancora una volta. All'Italia serve una cura: la meritocrazia. Ne va dello sviluppo, della crescita economica, del futuro stesso del Paese. E se quella sui "fannulloni" è solo la battaglia iniziale, la guerra si conclude - o così sembra - un anno dopo. Settembre 2009: il Parlamento licenzia la riforma del professore ministro. E dove non poterono le masse, poté Brunetta: "E' una rivoluzione. Questa legge cambierà la vita degli italiani". Niente di più lontano dalla realtà.

I vizi sono ancora tutti qui. Clientelismo e affini, familismo amorale e non, ogni forma possibile di nepotismo. E poi cooptazioni, raccomandazioni, segnalazioni più o meno abusive. Perché nell'Italia del 2012, tra le montagne russe dello spread e l'economia reale in sofferenza, la meritocrazia sembra, semplicemente, non pervenuta. Uffici del Senato: sommerso tra atti e un'agenda in costante evoluzione, il senatore Pietro Ichino affronta la questione in maniche di camicia: "Il settore pubblico è ancora in gran parte sottratto a quella verifica di efficienza che è data, per le aziende private, dall'operare nel mercato". Il punto è "introdurre anche nelle pubbliche amministrazioni degli elementi di mercato, di concorrenza. E introdurre la misurazione delle performance dei servizi forniti". Questi sulla carta erano anche gli obiettivi della riforma Brunetta. L'incompiuta.

Peccato infatti che, dopo averla emanata, il governo Berlusconi l'abbia praticamente depotenziata. I premi di merito restano, perlopiù, lettera morta. Rinviati causa crisi. Perché con il blocco per legge della contrattazione collettiva (decreto legge 78/2010) è rimandata anche l'entrata in vigore del nuovo sistema di incentivi individuali. Ovvero, uno dei punti cruciali per aprire le porte degli enti pubblici al merito, mandando in soffitta la consuetudine di distribuire premi a pioggia. Un'abitudine cattiva e, ovviamente, diffusa. Infatti, secondo un'analisi del professore della Bocconi Giovanni Valotti, il 95 per cento dei dipendenti pubblici ha una valutazione che in una scala 1 a 100, supera il 90. Tutti bravi, insomma. E lo stallo non finisce qui. Dopo la carota, addio anche al bastone. Con l'intesa del 4 febbraio 2011 tra governo e Cisl e Uil, le sanzioni ai dirigenti che non raggiungono gli obiettivi prefissati vengono azzerate. Tutti bravi, nessun responsabile, quindi. Come se non bastasse, il caso Civit. La commissione "indipendente" partorita da Brunetta per monitorare la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle pubblica amministrazione appena insediata finisce - tra accuse di conflitti d'interessi e consulenze discutibili - travolta dalle polemiche.

Ma se le difficoltà tecniche sono presumibilmente superabili, la questione è più profonda. Culturale. Ha a che fare con il rapporto degli italiani con il mondo del lavoro tout court. A parole siamo tutti per il merito. Le valutazioni? Solo in base alle nostre competenze. Le promozioni? Solo se assegnate in base ai risultati. Ma è davvero così? I dati raccontano di un'altra Italia. Secondo il World Value Survey, che fotografa lo stato morale e socio-culturale delle nazioni, "il 60 per cento degli italiani ritiene che tutti dovrebbero guadagnare allo stesso modo". Nei meritocratici Stati Uniti, all'opposto, il 90 per cento della popolazione ritiene che le persone dotate di maggiori abilità debbano guadagnare di più. Una differenza di forma mentis che trova riscontro anche in busta paga. In media nel pubblico impiego solo l'otto per cento è variabile, quindi legato al raggiungimento degli obiettivi. Mentre nei Paesi anglosassoni, a fronte di una media poco più alta (dieci per cento), si raggiungono però picchi che arrivano al trenta per cento. Del resto, a Londra e dintorni non vige quella tendenza all'appiattimento salariale che opera in Italia. Da noi, esempio tra i tanti, i presidi delle scuole superiori sono quasi inamovibili. In Gran Bretagna vengono licenziati se non sono all'altezza degli obiettivi stabiliti.

Tuttavia, il mercato non è la panacea al mal di merito. Il privato, almeno in Italia, non è del tutto esente da certi vizi del pubblico impiego. Clientelismo e nepotismo sono anche qui. A volte, persino in forma contrattualizzata. Come nel caso delle banche, ben disposte negli ultimi anni a firmare accordi sindacali per incentivare gli esuberi che prevedono vie preferenziali per l'assunzione dei figli. Posti di lavoro in eredità insomma. Una pratica che ha riguardato, tra le altre, Banca Intesa, Unicredit, Bpm e che alla Cgil Fisac "promettono di combattere", come assicura Agostino Megale. E quando gli accordi non ci sono, la famiglia resta comunque il più affidabile ufficio di collocamento per molti aspiranti colletti bianchi. Secondo uno studio Isfol, cinque lavoratori su dieci trovano lavoro grazie a parenti e amici. Una repubblica fondata sulla spintarella.

La differenza col pubblico, però, è che i fannulloni in azienda non fanno molta strada. Per fare carriera competenza, merito, valutazione dei risultati contano eccome. Una cartina di tornasole delle diversità con il pubblico è data proprio dalla distribuzione degli incentivi legati alla produttività. I premi a pioggia semplicemente non esistono, se non altro perché l'impresa non può permetterseli. Pena la perdita di competitività sul mercato. Si premia meno, ma meglio. Basta guardare l'incidenza media della retribuzione legata al merito: del quindici per cento per i manager delle aziende; dell'otto per cento per i dirigenti statali. Ovvero: chi macina risultati nel privato arriva a essere premiato due volte di più che nel pubblico.

Aforisma sul merito

A vedere la cura che le convenzioni sociali sembrano dedicare nello scartare il merito da tutte le cariche, dove esso potrebbe essere utile alla società, ed esaminando la lega degli sciocchi contro gli uomini d'ingegno, sembra di assistere a una congiura di servi per scacciare i padroni.

Nicolas de Chamfort

Aforisma N° 2

Meritocrazia: sistema sociale in cui la distribuzione di riconoscimenti e compensi è commisurata al valore della raccomandazione di ognuno.

Aorisma N° 3

Il mondo ricompenserà più spesso le apparenze del merito, che non il merito vero.

François de La Rochefoucauld

Aforisma N° 4

Se si trattasse ognuno a seconda del suo merito, chi potrebbe evitare la frusta?

William Shakespeare, Amleto, 1602

Aforisma N° 5

Esiste merito senza successo, ma non esiste successo senza qualche merito.

una persona nominata solo per

una persona nominata solo per meriti lavorativi ?
Sinceramente ho paura sia solo un caso determinato dalla specifica professionalità, ma ho comunque la speranza che possa essere un esempio anche per altre situazioni.

Risposta a Meritocrazia

Hai centrato il problema ! anche se si tratta certamente di una buona notizia, il fatto che faccia un tale clamore l'utilizzo, in questa occasione, della giustizia e della meritocrazia, non fa altro che mettere in evidenza come ci siamo ridotti. Se la nomina, SACROSANTA, dell'ing. Attias è un miracolo significa che questo paese non ha più alcuna speranza.

Sono d'accordo con te Tommy,

Sono d'accordo con te Tommy, in 30 anni di lavoro da statale ne ho viste di tutti i colori e non ho mai visto selezionare un dirigente per meriti professionali. Se come si dice questo sig. Attias è veramente bravo ed è arrivato ai vertici di una Amministrazione del calibro della Corte dei conti, allora c'è ancora un pò di speranza.

e 'sti cavoli !

e 'sti cavoli !

Come è brutta l'invidia !

Come è brutta l'invidia !

a parte l'educazione che non

a parte l'educazione che non guasterebbe, ti ricordo che nel mondo oggi ci sono circa 270 milioni di siti su cui si può "scegliere di navigare a proprio piacimento" !

Giovane ?

Ma se vi inventate le cose. Giovane dirigente de che ? Se Luca Attias c'ha ben più di 50 anni, è un vecchio come tutta la classe dirigente di questo paese.
Meditate gente ..................

Bugie gratuite

Bella figura che hai fatto caro anonimo ! Un consiglio: la prossima volta prima di sparare falsità così facilmente confutabili pensaci un attimo.

Per la precisione

Come puoi desumere facilmente da internet: http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/approfondime...
l'ing. Attias è nato nel 1965 e quindi, se la matematica non è un'opinione, tra poco compirà 46 anni. Non è certo un bambino, ma ho idea che quasi tutti i dirigenti generali (a parte quelli di nomina politica) siano parecchio più grandi di lui.

Anche su questo concordo con

Anche su questo concordo con te Tommy

Modello ideale

Mi auguro che prima o poi qualcuno si accorga di ciò che è stato costruito presso la Corte dei conti dal punto di vista informatco e lo proponga come modello da segiure anche per le altre pubbliche amministrazioni.

Meritocrazia

La notizia non può farmi che piacere. Se effettivamente la nomina fosse avvenuta solo sulla base di criteri meritocratici bisognerebbe metterlo sulla prima pagina dei giornali.

Roberto

Non lo conosco direttamente

Non lo conosco direttamente ma per interposta persona, mi dicono comunque sia un manager fantastico, una specie di Marchionne illuminato. Non può che farmi piacere.

per la redazione

scusate ma non riesco a leggere i commenti presenti sulle pagine successive alla prima, potete fare qualcosa ?
grazie
Enrico

i servizi on line della Corte dei conti

1) Sul sito istituzionale della Corte dei conti (www.corteconti.it) sono disponibili da qualche giorno due nuovi servizi rivolti al cittadino, agli avvocati ed alle pubbliche amministrazioni: nell'ambito del primo, attraverso le funzioni “calendario delle udienze“ e “consulta il ruolo di udienza“ si potranno liberamente visualizzare le informazioni relative alle date di udienza e ai ruoli dei giudizi che si discutono dinanzi a tutte le sezioni giurisdizionali della Corte sull'intero territorio nazionale (responsabilità e pensionistica). Il rilascio di questi nuovi “servizi on line” (S.O.Le), che si aggiungono alle già esistenti banche dati delle sentenze e delle decisioni delle Sezioni di controllo, rappresenta un'ulteriore tappa nel percorso di innovazione concreta che sta seguendo la Corte dei conti e che intende semplificare i rapporti con i cittadini, i professionisti e le p.a., in un’ottica di maggiore trasparenza e semplificazione che riduce la distanza tra l'utenza e la magistratura contabile; la fase successiva consisterà nel rilascio di servizi di accesso allo stato dei giudizi pendenti, previa autenticazione dell’utente (parte o avvocato), per arrivare, in un prossimo futuro, al vero e proprio processo telematico contabile (che potrà prescindere dal flusso documentale cartaceo).
2) In questa prospettiva si colloca la seconda profonda innovazione che - allo stato in via sperimentale e in parallelo con il cartaceo - lancia la Corte dei conti: la completa digitalizzazione (c.d. dematerializzazione) dei fascicoli processuali, realizzata presso la Sezione giurisdizionale Lazio, nonchè in corso di realizzazione presso altri poli regionali (Sezioni e Procure Emilia Romagna, Marche, ecc.), che affianca al fascicolo cartaceo uno speculare fascicolo elettronico, in modo da rendere maggiormente fruibili i documenti del processo contabile, anche da postazioni remote. In particolare, il Presidente della Sezione giurisdizionale e il Procuratore regionale per il Lazio hanno firmato una direttiva congiunta per il deposito informatico e la trasmissione, a mezzo di posta elettronica certificata, degli atti del processo celebrati innanzi alla locale Sezione giurisdizionale. L’iniziativa, per ora a carattere sperimentale, tende ad introdurre, accanto al tradizionale flusso documentale cartaceo, una prima “dematerializzazione” delle attività di competenza della Sezione giurisdizionale (già in corso), della Procura regionale e, in prospettiva, di alcune categorie di interlocutori esterni alla Corte (Avvocati, UNEP, Amministrazioni centrali e privati cittadini che nell’atto introduttivo del giudizio dichiarano di voler comunicare attraverso la Posta Elettronica Certificata) e potrebbe costituire un utile precedente a livello nazionale. Per accedere ai servizi, gli operatori dovranno collegarsi al sito web della magistratura contabile, www.corteconti.it e saranno guidati da un sistema di navigazione moderno e intuitivo. Anche in questo caso, l’obiettivo del progetto è quello di avvicinare il cittadino alla Corte dei conti per creare i presupposti per un’interazione fondata sulla collaborazione e sulla trasparenza, ma anche ridurre notevolmente le spese di giustizia a favore di servizi migliori e più celeri.

Ma quale PEC

Per me questa storia della PEC è tutta una buffonata. Brunetta si sta facendo solamente della pubblicità senza raggiungere nessun risultato.

domanda per la redazione

Ho letto che il pomeriggio del 20 maggio è previsto al forum PA un convegno dal titolo:
L'iinovazione comincia dalle persone. La gestione delle risorse umane nella PA.
Volevo sapere chi, oltre a Luca Attias, interverrà al convegno e se per caso avete qualche informazione in più circa i contenuti.
Scusate il disturbo ma dovendo venire da fuori Roma volevo essere sicura che ne valesse veramente la pena.

Cara Lorella pare che

Cara Lorella pare che quest'anno invece ci sarà !

Non ci credo per niente. Dopo

Non ci credo per niente. Dopo l'intervista al Forum non si è più fatto vedere perchè non ha il coraggio di esporsi nonostante sono sicuro che sia stato invitato molte volte. Vedrai che anche questa volta non si farà vedere.

Mi sa che hai fatto una figuraccia

Dalla lettura del programma del Forum PA mi sa che l'ing. Attias ci sarà e parlerà di valorizzazione delle competenze nella PA, Ti consiglio di venire alla conferenza magari impari qualcosa.

Luca Attias al Forum PA

Sono 4 anni che seguo questo spazio e sono molto curiosa di vedere e sentire Luca Attias dal vivo, verrò sicuramente.

Caro anonimo non per caso, i

Caro anonimo non per caso,

i miei complimenti, ritengo veramente innovativo affermare che uno che che è comparso sulla prima pagina del Messaggero o sul Corriere della Sera sostenendo che le raccomandazioni e la mancanza di meritocrazia sono uno dei mali più grandi di questo paese non abbia il coraggio di esporsi.
Debbo ammettere che tu invece hai veramente un bel coraggio !

Brava Alessandra

Non conosco Luca Attias ma da tutto ciò che ho letto su di lui mi sembra una delle poche persone che ha il coraggio di dire come stanno veramente le cose in Italia. Da quello che ho letto nel passato proprio su questo forum credo che in molti casi gli abbiano fatto pagare a caro prezzo le sue dichiarazioni. Attendo con serenità di sapere se sarà presente al prossimo Forum PA.

risposta dalla redazione

Gentilissima i programmi di tutti gli eventi di FORUM PA 2010 sono tutti in via di definizione, contiamo di pubblicare i primi panel martedì prossimo.
http://iniziative.forumpa.it/expo10/convegni/linnovazione-comincia-dalle...
Ciò vale anche per convegno al quale fa riferimento, tuttavia non credo proprio che l'ingegner Attias vi parteciperà.
Non so chi le abbia fornito questa informazione, la pregherei comunque di avvertire la sua "fonte" che non è un informazione corretta.

Grazie per l'attenzione
Buona giornata
Tommaso Del Lungo
Redazione FORUM PA

Non capisco la risposta

Non capisco la risposta piccata, in effetti la domanda di Lorella mi sembrava più che legittima. Se l’ing. Attias non vuole esporsi davanti ad un pubblico a questo punto potrebbe anche evitare di fare certe interviste.

mi scuso

Rileggendo la risposta effettivamente il tono sembra "piccato" come dice Stefania. Di questo mi scuso, non era mia intenzione.
L'unico scopo della mia risposta era quello di evitare che si diffondessero informazioni imprecise o errate riguardo agli appuntamenti di FORUM PA 2010.
Mi scuso ancora per il disguido.
Tommaso Del Lungo
Redazione di FORUM PA

grazie per l'informazione

le assicuro comunque che non c'è nessuna fonte scorretta, è stata semplicemente una mia deduzione, evidentemente sbagliata.
grazie ancora e complimenti per il vostro lavoro

Organizzazione uffici informatici

Le Sezioni Riunite della Corte dei conti hanno recentemente approvato il nuovo regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento degli uffici amministrativi e degli altri uffici con compiti strumentali e di supporto alle attribuzioni della Corte dei conti (G. U. 27.01.2010). Per chi fosse interessato consiglio di leggere la parte relativa alla nuova organizzazione delle strutture informatiche perchè presenta delle interessanti novità che potrebbero essere adottate in futuro anche in altre Amministrazioni pubbliche.
Cordiali saluti a tutti

Contrordine

Il tar del Lazio ha sospeso il regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento degli uffici amministrativi e degli altri uffici con compiti strumentali e di supporto alle attribuzioni della Corte dei conti (G. U. 27.01.2010) bloccando non solo l'organizzazione degli uffici informatici ma dell'intero Istituto che al momento è in una situazione di caos totale.

PEC-CATO !

Ci dispiace proprio tanto che ai successi con il ministro Brunetta non corrispondano i giusti riconoscimenti

Informatica agli informatici

Da laureato in informatica plaudo alla scelta coraggiosa della Corte dei conti. Sembra impossibile ma troppo spesso nelle pubbliche amministrazioni gli uffici che si occupano della gestione dei sistemi informativi sono diretti da persone che di informatica non ne sanno proprio nulla. A mio avviso ognuno deve fare il proprio mestiere.

Speriamo bene

Arriva il «motore» per accelerare i piani dell'Agenda digitale italiana. È stato lo stesso ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, durante la conferenza stampa di ieri che ha seguito la riunione di Palazzo Chigi, a definire così la neonata «Agenzia per l'Italia digitale». Sarà «un'unica semplificata entità» - avverte Passera - e dovrà diventare il «motore dei progetti» che saranno messi in pista già da quest'estate - con l'atteso decreto Digitalia ormai quasi pronto - per ridurre il cosiddetto «digital divide».
Alla nuova Agenzia, a esempio, spetterà il compito di accelerare i piani di banda larga e banda larghissima, coordinando le «politiche e le strategie di diffusione delle nuove tecnologie», ma anche assicurando «la piena interoperabilità dei sistemi informatici della pubblica amministrazione, secondo i parametri comunitari», avverte Palazzo Chigi nella sua nota. Il nuovo organismo dovrà anche «procedere alla razionalizzazione della spesa pubblica informatica»: un compito delicato che farà – avverte il decreto – in collaborazione con la Consip. Tra le sue funzioni anche quella di promuovere e diffondere «iniziative di alfabetizzazione informatica» rivolte ai cittadini e ai dipendenti pubblici e il «monitoraggio» dell'attuazione dei piani di Ict delle pubbliche amministrazioni che dovranno rispettare «procedure e standard» definiti in modo da garantire la «piena interoperabilità». Alla nuova Agenzia verranno attribuite tutte le funzioni svolte finora da diversi enti – Digitpa, Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione, Dipartimento per la digitalizzazione della Pa – che vengono così soppressi o riorganizzati. In questo modo, individuando un solo soggetto, si dovrebbe superare «il problema della frammentazione delle competenze – spiega Palazzo Chigi – ponendo le basi per una programmazione unitaria e coordinata delle risorse sul fondamentale fronte dell'innovazione».
L'Agenzia per l'Italia digitale è stata subito promossa dal presidente di Confindustria digitale, Stefano Parisi: «È un passo fondamentale per governance efficiente e spending review», ha detto ieri. E a regime, secondo Parisi, «potrà portare a un risparmio dell'ordine di 36 miliardi di euro», raggiungendo così «importanti obiettivi di razionalizzazione del sistema, come la piena condivisione e interoperabilità tra le banche dati e la messa a disposizione di soluzioni standard per tutte le amministrazioni pubbliche».
La struttura dell'Agenzia – così come è delineata dal decreto – sarà snella. L'organigramma prevede un direttore generale che sarà scelto «tra persone di particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di innovazione tecnologica» e sarà nominato entro trenta giorni dall'entrata in vigore del decreto dal presidente del consiglio, di concerto con il ministro per la Pa, con quello dello Sviluppo economico e con quello dell'Istruzione, università e ricerca. Il direttore resterà in carico tre anni e sarà affiancato da un un collegio dei revisori dei conti e da un Comitato di indirizzo composto da 5 membri scelti uno dalla presidenza del consiglio, uno ciascuno dal Miur e dallo Sviluppo economico e da due membri designati dalla Conferenza unificata.
La nascita dell'Agenzia avviene alla vigilia dell'avvio dell'Agenda digitale: il decreto legislativo che ne prevede le misure operative dovrebbe vedere la luce entro l'estate (in questi giorni si stanno ultimando le linee guida). Gli obiettivi da raggiungere sono diversi e divisi in sei fronti: infrastrutture e sicurezza, e-commerce, ricerca, alfabetizzazione informatica, eGovernment e open data, smart cities & communities.

Per chi fosse interessato

INFORMATICA.it - Portale verticale sul mercato IT

Informatica.it si pone come obiettivo quello di realizzare un punto di riferimento qualificato e completo per agevolare l’incontro tra domanda ed offerta nel mercato dell’Information Technology.

Ma perchè gli informatici non scioperano mai ?

si fermerebbe l'intero paese !
sono perfettamente d'accordo con te Matteo, il problema è che noi non sappiamo autotutelarci.

Non è vero !

Il 23 marzo gli informatici telecom hanno scioperato

E invece si che è vero

Con tutto il rispetto, che abbiano scioperato gli informatici telecom non significa che ci sia stato uno sciopero di categoria. Quello che dice Umberto è che se si fermassero tutti gli informatici del paese, come fanno spesso quelli dei trasporti o i benzinai o altre categorie fonsdamentali, se ne accorgerebbe tutto il paese.

lobby degli informatici

In iItalia ci sono centinaia di lobby potentissime ma gli informatici non sono ancora riusciti a costruirne una.

Help

Io questo documento non riesco a trovarlo. Qualcuno può aiutarmi per favore ?

Risposta a help

Si tratta del Supplemento ordinario n. 18 alla GAZZETTA UFFICIALE n. 21 del 27 gennaio 2010 - Serie generale che riporta la DELIBERAZIONE 26 gennaio 2010. sul:
Regolamento per l'’organizzazione ed il funzionamento degli uffici amministrativi e degli altri ufffici con compiti strumentali e di
supporto alle attribuzioni della Corte dei conti (Deliberazione n. 1/DEL/2010).

No hope

Premesso che considero molto interessante l’intervista e soprattutto il forum che ne è seguito vorrei sapere dove sono finiti tutti i buoni propositi di Brunetta. Tutti i premiati da Brunetta che fine hanno fatto ? le eccellenze che avrebbero dovuto occupare posti di prestigio ? l’affermazione della vera meritocrazia tramite i non fannulloni ?
A me sembra non sia cambiato assolutamente nulla. Non so se è colpa di Brunetta o meno ma sinceramente poco mi interessa. Siamo senza speramza.

A Venezia

Purtroppo presso il comune di Venezia

Bada Maurizio che ti è andata

Bada Maurizio che ti è andata di lusso.

Scusa ma non capisco a cosa

Scusa ma non capisco a cosa ti stai riferendo, mi fai capire meglio ?

forse così capisci meglio

Non arriva in laguna l'onda leghista che ha travolto il Nord. Giorgio Orsoni, candidato del centrosinistra, diventa sindaco di Venezia al primo turno, battendo con nove punti di vantaggio il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta, candidato del centrodestra. Un risultato a sorpresa. "Una sorpresa amara", commenta sfiduciato il ministro, che alla vigilia si era detto "sicuro di vincere", e che ora polemizza con il Carroccio per non averlo sostenuto e indica nel calo di voti della Lega a Venezia rispetto al Veneto una della cause della sua sconfitta (anche se i dati sui risultati di Lega e Pdl nei due voti - regionale e comunale - non sembrano dargli ragione, ndr).
"Abbiamo lavorato seriamente, proposto un programma credibile, e la città ci ha dato fiducia", dice invece Orsoni, che guida una coalizione molto vasta che va dall'Udc a Rifondazione. "Un risultato abbastanza straordinario visto l'andazzo generale e le difficoltà del centrosinistra nel paese", afferma il sindaco uscente Massimo Cacciari, che aveva scelto personalmente Orsoni per la sua successione, ed era stato il più convinto sostenitore della necessità di un'alleanza "strategica" con l'Udc.
Orsoni, un cattolico senza tessere di partito, è infatti, per sua stessa definizione, "un moderato". Portato al dialogo e alla riflessione pacata. Uno che non alza mai la voce. E proprio la sua tranquillità, la sua campagna elettorale che è sembrata persino sottotono tanto è stata sobria, ha prevalso, nella scelta degli elettori, rispetto alla campagna arrembante del ministro "fantuttone", fatta di proclami roboanti e di mirabolanti promesse. Ma la città, che aveva già bocciato Brunetta dieci anni fa, quando si era candidato a sindaco contro Paolo Costa, non ha gradito. Come non ha digerito il doppio incarico di ministro e di sindaco che Brunetta aveva annunciato di voler mantenere in caso di vittoria.
63 anni, sposato con tre figli, avvocato, ordinario di diritto amministrativo all'università di Cà Foscari, procuratore della Basilica di San Marco, Orsoni, ritenuto molto vicino alla Curia, era già stato assessore comunale al patrimonio dal 2000 al 2005 nella giunta di centrosinistra guidata da Paolo Costa. Tra le sue doti elenca al primo posto quella di essere "concreto e pragmatico", di affrontare i problemi senza pregiudizi, di essere "aperto al dialogo e al confronto". La sua corsa sembrava molto difficile contro il più conosciuto e pirotecnico componente del governo.
Lui l'ha vinta rivendicando i successi ottenuti dalla coalizione guidata da Massimo Cacciari ("Una persona straordinaria"), ma prendendone anche le distanze ("Alcuni aspetti importanti nella vita della città, come la sanità, sono stati trascurati"), e annunciando l'intenzione di non ricandidare neanche un assessore della giunta uscente. "Gli assessori li sceglierò io, non saranno i partiti a farlo, e ci saranno molti giovani", ha detto, rivendicando piena autonomia dalle segreterie politiche e suscitando anche qualche polemica all'interno del centrosinistra. Ma proprio questo suo atteggiamento gli ha procurato vasti consensi, sia da parte del mondo cattolico, come da quello della sinistra, e anche dei centri sociali, che si sono mobilitati per evitare "l'onta" che una città "rossa" da sempre finisse nelle mani del centrodestra e della Lega.

Richiesta alla redazione

Sono giorni che cerco di vedere quest'intervista ma non mi si carica, cosa devo fare ?

Risposta

ha provato a scaricare il plug in di adobe flash player?
http://www.adobe.com/products/flashplayer/

Assenteismo e malattia

Io, personalmente, se sto male me ne sto a casa e la mia assenza non dipende certo dalle fasce di reperibilità... tanto più che, comunque, vengo penalizzata da un punto di vista economico. D'accordo mettere mano all'assenteismo (e sorvolo sul danno morale che questa politica populista dei "fannulloni" ha provocato per noi statali. Già non godevamo di grandi simpatie...) Ma al rovescio della medaglia nessuno ha messo mano... condizioni logistiche pessime, stipendi da fame, nessun aggiornamento, tanto per citare solo qualche esempio. Come si fa a sentirsi motivati?
Sono laureata, ho fatto un Master di II livello (a spese mie), lavoro da oltre vent'anni in questa Amministrazione alla quale ho dato tanto e adesso... non vedo l'ora di andarmene in pensione.
Bisogna viverle certe situazioni per capire, è facile criticare dall'esterno.

Premesso che concordo in

Premesso che concordo in pieno con quanto da te scritto la domanda è: perchè inserire questo commento nel forum associato all'intervista a Luca Attias ?

Esperienza nel privato

Mi sono imbattuto per caso nel curriculum di Luca Attias, pubblicato sul sito della Corte dei conti per assolvere alla cosiddetta “operazione trasparenza” innescata dal ministro Brunetta. Il curriculum, che vi invito a leggere, è piuttosto interessante perché dimostra quanto sia utile per un manager dello Stato l’esperienza presso il privato e l’esperienza in gruppi di lavoro internazionali che è un po’ quello che l’ingegnere dice anche nell’intervista.
Congratulazioni vivissime alla redazione del Forum PA per questo spazio veramente unico

Sono d'accordo con te Tommi,

Sono d'accordo con te Tommi, un dipendente pubblico che ha avuto una significativa esperienza privata si riconosce quasi sempre immediatamente per l'impegno, l'attaccamento al lavoro, la competenza e soprattutto la lontananza da certe logiche.

Pubblico e privato a confronto

La cosa più assurda è ce se si fa una lettura integrata dei dati dei conti nazionali, per settore economico e per settore istituzionale, e si confrontano le retribuzioni di fatto del settore pubblico con quelle di industria e servizi privati. Dal 1992 questi ultimi hanno avuto incrementi complessivi nominali pari, rispettivamente, al 52,4 e al 50,2 per cento. Nel settore pubblico, la crescita è inferiore fino al 2001, ma nel 2005 è del 60,3 per cento. Cioè nel pubblico si guadagna più ce nel privato.

Conclusione affrettata

La tua conclusione non mi trova affatto d'accordo

Infatti è un ragionamento

Infatti è un ragionamento fallace... Prima ci parla di incremento percentuale... poi conclude tirando in ballo un valore assoluto legato ad un giudizio personale ...
Credo che queste considerazioni generalizzate e non attinenti ai dati, non contribuiscano a far crescere il dibattito, ma il chiacchiericcio.

Cordialmente
Goffredo Amerini Malatesta

p.s. e fuori tema:
I puristi dell'italiano mi rimprovereranno i puntini, ma credo che l'Italia sia una Repubblica fondata sui puntini di sospensione.

scusate il disturbo

ma io certi commenti recenti che credo appartengano all'intervista a Luca Attias non riesco proprio a trovarli. Potete aiutarmi ?

Cerco di darti una mano

Non credo la redazione sia ancora riuscita a risolvere questo noto problemino, in ogni caso la maggior parte dei commenti che tu cerchi sono nella terza pagina dell'intervista a Luca Attias

Operazione trasparenza

A parte il curriculum di Luca Attias che rappresenta chiaramente una eccezione, vi inviterei a leggere i curriculum di molti degli altri dirigenti delle PA centrali. A parte i numerosi dirigenti generali neppure laureati c'è veramente da mettersi le mani nei capelli.

Perchè solo i dirigenti ?

Non voglio apparire "troppo Brunettiano" ma se si pubblicassero anche i curriculum per esempio dei magistrati non sarebbe male

Per la precisione

Il curriculum e lo stipendio per favore.

Stipendio

Da un punto di vista di valutazione del dato io credo che lo stipendio non sia un vettore di nuova informazione. L’utente del servizio pubblico che va per esempio sul sito di due amministrazioni comunali o di due aziende ospedaliere potrebbe incontrare delle sostanziali differenze tra i salari di due dirigenti di pari livello. Ciò è possibile in ragione di almeno tre motivi; il primo è la contrattazione integrativa aziendale, il secondo è la politica di gestione dei fondi, il terzo è la strategia della singola azienda.
È evidente la mancanza di omogeneità dei dati che ha come diretta conseguenza una valutazione non corretta. Se guadagno di più non è implicito che sia più bravo, competente o presente rispetto ad un dirigente assimilabile per funzione e professionalità.
Avere aggiunto il dato stipendiale alle notizie obbligatorie per la pubblicazione in questo caso non è utile a far comprendere agli utenti la qualità dei dirigenti pubblici, né è utile a far comprendere se la pubblica amministrazione valuta i propri dipendenti correttamente

Certo non risolve tutti i

Certo non risolve tutti i problemi, ma se non altro "serve a calmierare" !

Proposta un pò provocatoria

Sono un insegnante e mi piacerebbe che sul sito del ministero dell'istruzione venissero pubblicati anche i nostri di stipendi accanto a quelli dei dirigenti e dei professori universitari.

cordiali saluti a tutti
Maria Grazia

Brava Maia Grazia

Ma vi pare possibile che gli insegnanti pendano uno stipendio da fame e, contemporaneamente, ci siano degli impiegati statali che guadagnano quanto degli imprenditori senza dover rendere conto a nessuno, senza essere sottoposti ad alcun controllo e in molti casi senza produrre assolutamente nulla ?

Questo è l'Italia

Gli insegnanti in Italia hanno gli stipendi più bassi d'Europa e, contemporaneamente, i parlamentari hanno gli stipendi più alti del Continente

Scusa, ma dove sono questi

Scusa, ma dove sono questi impiegati statali che guadagnano quanto degli imprenditori?!

Sai quanto guadagnano i

Sai quanto guadagnano i magistrati del Consiglio di stato, dei TAR o della Corte Costituzionale ad esempio ? sai quanto guadagnano i direttori generali dei ministeri ? e potrei andare avanti a oltranza. Ma poi i grossi guadagni non arrivano solo dai loro stipendi ma soprattutto dagli incarichi esterni. Ti è mai capitato di vedere qualche puntata di Report ?

Autority

In Italia ci sono un nuomero spropositato di autority, la maggior parte delle quali non servono assolutamente a nulla, in cui si guadagnano degli stipendi vergognosi. Il governo Monti oltre a fare le sacrosante liberalizzazioni dovrebbe indagare anche su queste autority e chiuderne un bel pò.

E quelli della Cassazione e

E quelli della Cassazione e quelli della Corte dei conti e i parlamentari e quelli delle autority e quelli del CNIPA eccetera eccetera

Curiosità

A parte il problema della evasione fisca lo sapete che quasi il 50% delle persone che dichiarano più di centomila euro in Italia sono impiegati statali ?

un impiegato statale dichiara più 100.000 euro all'anno????

..ma dove sulla luna??? Ci vado subito, xchè io con i miei 20.000 scarsi e oltretutto lordi.. mi vergogno!!
P.S. i giorni di malattia sono diminuiti semplicemente xchè siamo stati costretti a prendere le ferie, permessi vari e recupero ore x coprire i malanni e non perdere soldi.

No sulla terra, o meglio, in Italia

Caro scorpion46 guarda che diversi impiegati statali guadagnano molto più dei centomila euro, e alcuni molto più del doppio. Molti sono magistrati, altri sono capi dipartmento e direttori generali, per non parlare dei parlamentari e di tutto ciò che ruola la attorno. Sai quanti sono i magistrati o i direttori generali in Italia che guadagnano più di centomila euro ?

Non è cambiato molto

Molto spesso la storiografia tradizionale ha tramandato il mondo feudale come gerarchico, dominato da una rigida piramide sociale in cui i vertici godono della sudditanza assoluta dei sottoposti. Questa rigida separazione in gradini sociali sarebbe stata indicata dai giuramenti vassallatici che ogni vassallo doveva prestare al proprio signore e, di conseguenza, avrebbe comportato che sulla vetta ci fosse un concessore di benefici e che a lui facessero capo tutte le altre figure. La tradizionale piramide modello del sistema è la seguente:

imperatore, re, papa, vescovo, conte, o comunque una carica di alto rango
vassalli
valvassori
valvassini
contadini liberi
servi della gleba

sei un genio

Leonardo complimenti sinceri per il tuo post
un valvassino

Miseria e nobiltà

Ciò che dice Michele è vero ed è una vera vergogna soprattutto pensando a quanto gudagnano gli insegnanti.

A parte niente

Scusa Michele, anche se la tua informazione è interessante perchè ci sono effettivamente degli impiegati statali che guadagnano tanto e non fanno un tubo, è innegabile che il problema più grande nel nostro paese resta comunque l'evasione fiscale. Di fronte a questo problema anche i ricchi tra gli impiegati statali diventano quasi dei poveracci. Il fornaio sotto casa mia mi ha condidato di guadagnare più di 300mila euro l'anno e di dichiarane meno dsel 10%.

Evasione fiscale

L'evasione fiscale non è l'unico problema ma è sicuramente il più grande di tutti. Se qualcuno avesse la volontà di risolverlo, la qualità della vita in Italia migliorerebbe sensibilmente. Non credo però che questa eventualità si verificherà mai.

Evasione fiscale: il problema numero 1

Dieci finanziarie ogni anno. È l'ammontare dell'evasione fiscale in Italia: ogni anno circa 300 miliardi di euro di imponibile vengono sottratte all’erario. Di queste, l'evasione di imposte dirette è 115 miliardi di euro, l'economia sommersa sottrae 105 miliardi, la criminalità organizzata 40 miliardi e 25 miliardi chi ha il secondo o terzo lavoro.
Ogni ulteriore commento appare superfluo.

evasione fiscale.

E invece, caro Sergio, non deve essere superfluo. Dobbiamo continuare ad indignarci, ad urlare che la soluzione di tutti i problemi sta in una seria lotta all'evasione fiscale, insieme ad una seria riduzione dei costi pubblici. Vuoi qualche idea??
1) conflitto di interesse. Quello che per me è un costo, per te è un reddito, quindi tu mi fai la fattura e io mi deduco l'intera spesa, così io avrò tutto l'interesse a chiederti il documento fiscale e tu sarai obbligato a dichiararlo. Pensiamo all'edilizia, alla sanità, alla scuola. Si otterrebbero anche degli effetti collaterali, come la calmierazione del mercato, e l'impossibilità di certi malfattori di ricattare la gente (se non vuole la fattura, le faccio lo sconto...).
2) educazione alla tassazione. Cominciare nelle scuole elementari a spiegare ai bambini la giustezza dell'obbligo di pagare tutti le tasse.
3) spiegare ai cittadini che chi evade le tasse non è un "simpatico birichino", come crede tanta gente, ma un malfattore della peggiore specie, perchè è colpa sua se siamo costretti a pagare il ticket in ospedale, è colpa sua se manca la benzina alla polizia, è colpa sua se dobbiamo pagare gli asili, le scuole, i libri, etc. etc. etc.
Lasciatemi urlare la mia indignazione, infine, per l'intero Parlamento italiano che, più o meno all'unanimità, ha votato il rinnovo della missione militare italiana in Afghanistan; a proposito di costi, un giornalista ha detto che tale missione costa allo Stato italiano 51 milioni di euro al mese per i prossimi sette mesi, fino a luglio. CINQUANTUNO MILIONI DI EURO AL MESE!!!!!!
Ma non sarebbe meglio mandargliene metà e tenere a casa i nostri ragazzi, evitando che vadano ad uccidere qualcuno o che si facciano uccidere, come purtroppo è accaduto tante volte??

e nel frattempo anche il

e nel frattempo anche il governo Monti non ha fatto praticamente nulla per combatterla !

Ci vuole un bel coraggio per

Ci vuole un bel coraggio per dire una cosa del genere !

Mi dispiace ma non sono d'accordo

è la prima volta dopo alcuni timidi tentativi di Bersani con il Governo Prodi che si cerca di combattere l'evasione fiscale e di intaccare le lobby, la gran parte della gente (almeno tutti quelli che non appartengono a lobby potenti) sono con l'attuale governo.
Speriamo che duri !

Monti e l'evasione fiscale

L'evasione "non è più tollerabile specie in un momento in cui il nostro Paese è attentamente monitorato dagli osservatori internazionali". A dirlo è il Presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo a L'Aquila al 238esimo anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza. "Ricordo - ha aggiunto - che l'evasione pesa per una quota compresa tra il 16,3 e il 17,5% del prodotto interno lordo e l'economia sommersa rappresenta quasi un quinto dell'economia del Paese". "L'evasione - ha poi spiegato - mina il rapporto tra cittadino e cittadino senza il quale il paese è inadatto alla crescita. Mina, infatti, le regole della concorrenza" facendo in modo che a "conquistare quote di mercato in maniera sleale siano proprio coloro che non operano nel solco della legalità".

Il presidente del Consiglio ha quindi ribadito l'intenzione del governo di continuare nella lotta all'evasione fiscale, che verrà attuata attraverso "il contrasto agli illeciti" e "percorsi di miglioramento dei rapporti tra il fisco e i contribuenti". L'obiettivo, ha detto ancora il premier è "migliorare la trasparenza, l'efficacia e l'efficienza" del rapporto tra l'amministrazione fiscale e i cittadini, puntando ad una "maggiore certezza del diritto" ad una "maggiore trasparenza" ad un "fisco più semplice e accessibile". Monti ha assicurato che il governo sarà "intransigente con i più forti e comprensivo con i più deboli. E avremo la capacità di distinguere i primi dai secondi". "La legalità - ha quindi concluso - è la miglior polizza di assicurazione per il futuro degli italiani".

Mappa dell'evasione fiscale

Noi italiani ci lamentiamo dell'evasione fiscale, eppure spesso chiudiamo un occhio. Ora puoi segnalare l'evasione o tentata evasione, per esempio se un commerciante non fornisce lo scontrino o un professionista esige un prezzo maggiore per la ricevuta fiscale: è facile (anche da telefonino!) e anonimo. Costruiamo insieme una mappa di questo fenomeno sociale!
Tutto questo su: http://evasori.info/
Combattiamo tutti l'evasione fiscale !

D'accordo con Gigi

Quello dell’evasione fiscale nel nostro Paese è diventato negli anni un vero e proprio “sport nazionale”, al punto che tale modello viene esportato ed è frutto di imitazioni all’estero. Non a caso, secondo quanto emerge da un’indagine effettuata da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, il nostro Paese è primo nella speciale classifica europea del maggior reddito in termini percentuali non dichiarato; il tasso di imponibile non dichiarato, secondo quanto emerso dai dati a cura delle Polizie tributarie dell’UE, è in Italia pari al 51%, ben più alto della Romania che, con il 42,7%, è al secondo posto; al terzo, al quarto ed al quinto posto ci sono la Bulgaria, l’Estonia e la Slovacchia. Insomma, in materia di evasione fiscale l’Italia batte in solitario i Paesi dell’Est Europa,

Bravo

A me Brunetta non piace per niente, ma alcune cose come l'operazione trasparenza le condivido pienamente. Quanto ai magistrati, visto che quadagnano molto molto più dei dirigenti, mi sembra doveroso prevedere un'operazione trasparenza anche per loro.

domanda

Ma perchè in Italia i magistrati guadagnano molto molto più dei dirigenti ?

Lobby

La risposta l'ha data un pò di tempo fa anche un certo A.S. 73 affermando che l'Italia è il paese delle lobby. E la lobby dei magistrati è notoriamente una delle più potenti nel nostro paese.

Osservazione ineccepibile

Osservazione ineccepibile