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Quanto guadagna un deputato? Non è solo una questione di equità

L’interesse altissimo sul tema è stralegittimo. Parliamo dell’uso di parte (consistente) dei soldi di tutti noi e di persone da noi elette con un compito chiaro, per quanto non sempre semplice da giudicare negli esiti: governare salvaguardando l’interesse generale. Ieri la Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa ha pubblicato un Rapporto dove si trovano i dati sulle retribuzioni di deputati e senatori. Da cittadini viene da chiedersi se i dati  debbano arrivarci come una sorta di scoop giornalistico, come di fatto è avvenuto. Se infatti è vero che i dati sono stati pubblicati sul sito Dipartimento Funzione Pubblica è altrettanto vero che la trasparenza non può tradursi nel mettere le informazioni in uno scaffale altissimo, senza interrogarsi su chi possa arrivarci. Per rispondere alla domanda iniziale, intanto, pubblichiamo le tabelle con il dettaglio di spesa.

I dati, finalmente
Consultando le tabelle riassuntive del Rapporto della Commissione Giovannini, intitolato "Attività e risultati della Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa” e pubblicato il 2 gennaio nel sito del Dipartimento della Funzione Pubblica (menu Link - Commissione Livelli Retributivi (Pres. Giovannini)Attività) scopriamo che:

  • un deputato italiano percepisce come indennità parlamentare, importo lordo mensile, 11.283 euro (per 12 mensilità, soggetto a tassazione); come diaria mensile/indennità di residenza 3.503 euro (esente da imposta e a forfait, importo valido nel periodo 2011 - 2013); come voce trasporto 1317 euro (esente da imposta e a forfait, scende a 1.107 per i trasferimenti inferiori a 100 km); come spese di segreteria e rappresentanza mensili 3690 euro (erogati al gruppo parlamentare del deputato, esente da imposta e a forfait, importo valido nel periodo 2011 - 2013); come spese telefoniche mensili 258 euro (esente da imposta e a forfait); come dotazione informatica mensile 41 euro (esente da imposta e a forfait). Si aggiunge, alla voce “Viaggio – circolazione", la libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima, aerea.
  • un senatore italiano percepisce come idennità parlamentare, importo lordo mensile, 11.555 euro (per 12 mensilità, soggetto a tassazione e prelievo contributivo); come diaria mensile/indennità di residenza 3500 euro (esente da imposta e a forfait); come voce trasporto 1650 euro (esente da imposta e a forfait); come spese di segreteria e rappresentanza mensili 4180 euro (erogati al gruppo parlamentare del senatore). Si aggiunge, alla voce "Viaggio – circolazione", la libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima, aerea.

Per il raffronto con “colleghi” europei dei Paesi presi in considerazione dalla Commissione potete consultare le Tavole sopra linkate, ciascuna corredata di note esplicative.

 La Commissione governativa per il livellamento retributivo Italia-Europa
La Commissione è stata istituita dall'articolo 1 comma 3 del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98, convertito con L. 15 luglio 2011, n.111 "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, che prevede il livellamento retributivo Italia-Europa per i deputati e senatori, per i membri di altri organi di rilievo costituzionale, per i componenti gli organi di vertice di Autorità e Agenzie e per le figure apicali delle amministrazioni pubbliche.
Per questo, il compito della Commissione è "provvedere alla ricognizione e dell'individuazione "della media ponderata rispetto al PIL dei trattamenti economici percepiti annualmente dai titolari di omologhe cariche e incarichi nei sei principali Stati dell'Area Euro riferiti all'anno precedente e aggiornati all'anno in corso sulla base delle previsioni dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo contenute nel Documento di economia e finanza".
La Commissione dura in carica quattro anni, è presieduta dal Presidente dell’Istat ed è composta da cinque esperti, tra cui un rappresentante dell'Eurostat e un esperto designato dal Ministro dell'economia e delle finanze.

Nota della Commissione sul Rapporto
Nel Rapporto si legge che "la Commissione considera i dati contenuti nella presente relazione del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge. Tenuto conto delle richieste avanzate dal Governo e dalle Presidenze della Camera e del Senato, i dati disponibili vengono messi a disposizione dell’opinione pubblica, invitando tutti gli utilizzatori a leggere attentamente le note esplicative e sconsigliando ai mezzi di comunicazione la diffusione di tali dati senza queste ultime”.

La questione della trasparenza e la riposta del Dipartimento Funzione Pubblica
A fronte delle critiche mosse da diverse parti rispetto ad un processo giudicato poco trasparente nella fase di release e pubblicazione del Rapporto, il Dipartimento Funzione Pubblica, sentitosi chiamato in causa, ha risposto in una nota stampa così:
"Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha fornito alla Commissione, oltre l'attività di segreteria, il supporto logistico e ha ospitato sul proprio sito, sin dall'istituzione della stessa Commissione, un'apposita sezione, denominata "COM LIV - Commissione per il livellamento retributivo Italia Europa", per la pubblicazione di tutti i verbali, comunicati stampa e i documenti prodotti dalla Commissione. Le attivita' di comunicazione sono state sempre una competenza esclusiva della Commissione. Per quanto riguarda il rapporto al 31 dicembre 2011, il Dipartimento su richiesta del presidente della Commissione Giovannini, lo ha pubblicato il giorno 2 gennaio, alle ore 10 e 44, nella sezione della Commissione e ne ha dato notizia sul proprio sito. La pubblicazione sul sito internet, in modo chiaro e trasparente, risponde in maniera assoluta agli obblighi di comunicazione istituzionale. Altri interventi di comunicazione spettano alla Commissione stessa e non al Dipartimento".

La comunicazione isituzionale, a volte ritorna?
Questa vicenda riapre di prepotenza il capitolo sulla comunicazione istituzionale.
E' un obbligo a cui adempiere formalmente in risposta a standard fissati da legge o è piuttosto (e soprattutto) un modus agendi che risponde ad un obiettivo condiviso dalla pubblica amministrazione nel suo complesso e cioè quello di rendere le informazioni chiare e disponibili al cittadino, in virtù di un suo diritto a conoscere?

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